Papa Francesco: “Cristo è al fianco dei malati”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:36

Nell'udienza di quest'oggi, Papa Francesco ha continuato la sua catechesi incentrata sugli Atti degli Apostoli. Il brano specifico descrive l'eredità di Cristo nell'apostolo Pietro, che compie prodigi nel Suo nome, guarendo e impartendo la benedizione divina. La Parola diviene occasione per menzionare la prima comunità ecclesiale degli Apostoli, quella Chiesa nascente così gravida di attese e fresca del Vangelo da risultare immagine scaturita dal Cristo.

La Chiesa nascente

La Chiesa dei primi Apostoli – parafrasando l'intervento del Pontefice – è una trama di simboli. La realtà della comunità nascente è, infatti, costellata dalla salvezza di Cristo, quindi immagine 'genuina' della comunità cristiana. La forza dei cristiani è l'essere testimoni di Risurrezione. Dice il Papa che “il testimone, infatti, è colui che manifesta Cristo, sia con le parole sia con la presenza corporea, che gli permette di relazionarsi e di essere prolungamento del Verbo fatto carne nella storia. Il corpo manifesta Colui che lo abita, il Cristo che
vive in Pietro, perché a partire dall’incarnazione del Figlio di Dio – grazie al 'sì' di Maria – il corpo umano è diventato dimora di Dio e con il battesimo noi siamo diventati suo tempio”. Per Papa Francesco la forza della Chiesa nascente è la presenza di uomini “toccati” dal Maestro.

Prodigi, non magia

Nell'intervento del Pontefice, il tatto diventa un metaforico filo rosso che traccia l'identità essenziale della Chiesa. I prodigi dell'apostolo Pietro, le guarigioni scaturite dall'imposizione delle mani, sono dirette emanazioni di Cristo: “Tutto Pietro – ricorda il Santo Padre citanto Mt 5,16 -, persino la sua ombra, irradia la vita del Risorto: i malati guariscono e il mondo rende gloria al Padre […]. La loro sofferenza attira gli Apostoli, i quali non possiedono 'né argento né oro' (At 3,6) ma sono forti del nome di Gesù. Ai loro occhi, come agli occhi dei cristiani di ogni tempo, i malati sono destinatari privilegiati del lieto annuncio del Regno, sono fratelli in cui Cristo è presente in modo particolare, per lasciarsi cercare e trovare da tutti noi”. 

Ospedale da campo

L'episodio raccontato negli Atti degli Apostoli richiama, inoltre, la vocazione della Chiesa a essere ospedale da campo, come figura nello scenario simbolico del portico del tempio, dove l'apostolo Pietro guarisce i malati: “Il portico (stoà) – dice il Pontefice – è una galleria aperta che funge da riparo, ma anche da luogo d'incontro e di testimonianza. È un luogo dove Gesù passeggiava durante le grandi feste (cfr Gv 10,23); dove lo storpio guarito cammina accanto a Pietro e Giovanni e dove Pietro evangelizza il popolo spiegando che la fede nel nome di Gesù ha permesso quella guarigione. Questo portico dunque è un luogo dove l’evento Cristo si comunica
attraverso la parola
, che muove i cuori e che può toccare e risanare anche i corpi”. In questo modo, la quinta scenica dell'episodio sottolinea la potenza del Cristo, che s'esplica nelle guarigioni: un evento prodigioso, che non è compreso dagli stessi uomini: “L'azione risanatrice di Pietro suscita l'odio dei sadducei, che imprigionano gli apostoli e, sconvolti per la loro misteriosa liberazione, proibiscono loro di insegnare. Pietro allora risponde
offrendo una chiave della vita cristiana: 'obbedire a Dio invece che agli uomini', che
significa ascoltare Dio senza riserve, senza rinvii, senza calcoli; aderire a Lui per diventare capaci di
alleanza con Lui e con chi incontriamo sul nostro cammino”.

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