Papa Francesco ai giovani scout: “Date, non possedete”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:07

La libertà non arriva stando chiusi in stanza col telefonino e nemmeno sballandosi un po' per evadere dalla realtà. No, la libertà arriva in cammino, passo dopo passo, insieme agli altri, mai soli”. Potrebbe essere riassunta con questa frase topica l'intervento al centro dell'incontro che Papa Francesco ha avuto questa mattina i partecipanti all'Euromoot, il raduno internazionale dei ragazzi appartenenti all'Unione internazionale della Guide e degli Scout d'Europa (UISGE). Oggi per loro, provenienti da oltre 20 Nazioni, s'è concluso il percorso inziato il 2 luglio e che ha lambito – come ricorda il portale della Santa Sede, Vatican News – diverse regioni italiane. 

Cinque santi

Davanti agli scout, il Pontefice ha portato cinque modelli concreti di vita in cammino: Paolo di Tarso, Benedetto da Norcia, Cirillo e Metodio, Francesco d'Assisi e Caterina da Siena: uomini che – ha detto -: “Non hanno atteso qualcosa dalla vita o dagli altri, ma si sono fidati di Dio e hanno rischiato, si sono messi in gioco, in cammino per realizzare dei sogni così grandi che dopo secoli hanno fatto bene anche a noi, a voi, a tutti. Hanno dato la vita, non l’hanno tenuta per sé”. Cinque nomi che rappresentano fulgidi esempi di dedizione all'altro. Da qui il significato implicito del “camminare”, che prevede lo “sporcarsi le mani”. 

Dare contro la “fame dell'avere”

Dopo il saluto agli scout e la proposta dei cinque modelli di “viaggiatori”, Papa Francesco ha invitato i ragazzi a donare se stessi per l'altro. Seguendo l'esempio di Cristo, ciascuno, a suo modo, può “allenare il cuore” a dare. Per il Pontefice è in quest'azione suprema e interpersonale che si radica la lotta al possesso: “Oggi si pensa subito ad avere. Tanti vivono col solo scopo di possedere quel che piace. Ma non sono mai soddisfatti, perché quando hai una cosa ne vuoi un’altra e poi un'altra ancora e avanti così, senza fine. Non c’è la sazietà dell’avere. L'avere di più provoca più fame, più voglia di avere, senza trovare quello che fa bene al cuore. Il cuore si allena non con l'avere, ma col dono”. Davanti a quest'atteggiamento bulimico tipico della nostra società, il Vangelo propone l'azione basilare più comune all'uomo, l'unica capace di rendere l'uomo vivo. Il Papa, però, pone l'attenzione su un fraintendimento, usuale nel nostro tempo: “Per favore, non lasciate la vita sul comodino, non accontentatevi di vederla scorrere in televisione, non credete che sarà la prossima
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a farvi felici” e, citando un passo della recente Esortazione Apostolica Christus Vivit, ha continuato: “I sogni più belli si conquistano con speranza, pazienza e impegno, rinunciando alla fretta”.

Pezzi unici

Il Pontefice ha scelto un giovane “santo” come il Venerabile Carlo Acutis per ricordare ai giovani che sono “originali, non fotocopie”: “Quanti giovani oggi, è triste, sono una fotocopia, hanno perso l’originalità e copiano l’identità di qualsiasi altra originalità”. Perciò, dinanzi a una realtà uniformata, la strada maestra la indica Cristo: “Gesù non ti fa il maquillage, no: ti fa la realtà dentro, ti fa bello da dentro, ti fa bella da dentro! Non da fuori. Ti dà quello che nessuna cosa ti può dare; perché l’ultimo smartphone, la macchina più veloce o il vestito alla moda, oltre a non bastare mai, non ti daranno mai la gioia di sentirti amato e anche la gioia di amare. È questa la vera gioia: sentirti amato e amare” ha detto. Per rendere la vita una realtà speciale, il Papa ha consigliato ai giovani di viverla in maniera unica, nonostante le sirene della modernità suggeriscano che il piccolo apporto che ciascuno può dare sembri irrilevante: “La vita si possiede solo donandola, dandola. Così tu possederai la tua vita! Ma tu puoi dire: 'Anche se do il meglio di me, la realtà non cambierà in meglio'. Non è vero. Sai perché? Perché tu sei unico. Perché nessuno al mondo può dare al mondo quello che sei chiamato a dare tu. La stessa cosa qualcuno diceva a Madre Teresa di Calcutta: 'Ma lei suora, fa queste cose con i poveri, con i moribondi … Fa tante cose belle … Ma cosa fa questo in un mondo così pagano, così ateo, così malvagio, con tante guerre?'. E lei diceva: 'Una goccia in più nel mare. Se non la darò io non la darà nessuno'. Nessuno può dare quello che io, unico, posso dare. Nessuno al mondo può dare quello sei chiamato a dare tu! Ciascuno di voi è unico e – per favore non dimenticatelo mai – è prezioso agli occhi di Dio. Per la Chiesa siete preziosi, per me siete preziosi. Vorrei dirlo a ciascuno di voi: per me tu sei prezioso. Per Dio tu sei prezioso. Sarebbe bello che dal cuore lo diceste ogni volta che vi trovate insieme, a ognuno, dal cuore: 'Tu sei prezioso, tu sei prezioso…”

Il social di Dio

Il Papa ha posto, infine, un accento particolare alla cura del creato, scenario fisico e metafora del cammino. Il creato proposto dal Pontefice si sposa con la cosiddetta ecologia integrale, il principio per il quale ogni essere vivente è inserito in una fitta rete che comunica con l'altro. Questa realtà fatta di connessioni, articolata ma lineare è, per il Papa, la più alta forma di social, perché fatta da Dio: “Le piante, i boschi, gli animali crescono
senza confini, senza dogane. Il creato è un libro aperto che ci dà un insegnamento prezioso: siamo al mondo per incontrare gli altri, per creare comunione, perché siamo tutti collegati. Il creato è fatto per collegarci con Dio e tra di noi, è il social di Dio”. Il creato come scenario naturale e contesto prolifico per la maturazione delle relazioni, dunque. Nello spontaneità dello sviluppo del regno animale e vegetale, Papa Francesco ha voluto sottolineare il grande insegnamento per gli uomini: “Il creato […] non ha frontiere”. Per scongiurare muri e barriere, è necessario l'ascolto: “Se partiamo dai preconcetti sugli altri, da idee prestabilite, vedremo sempre limiti e barriere. Se invece incominciamo a incontrare l’altro, con la sua storia,con la sua realtà, scopriremo un fratello col quale abitare la casa comune, abitare il creato” ha detto il Papa.

Udienza di Papa Francesco con l'Unione internazionale della Guide e degli Scout d'Europa – Video © Vatican News

 

 

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