Chiesa Cattolica

Il Papa al clero: “Tanti sacerdoti sono troppo soli”

Papa Francesco ha ricevuto in udienza in Vaticano i partecipanti all’Assemblea plenaria del Dicastero per il Clero. Il Papa ha anche ricordato le suore presso cui ricevette i primi sacramenti all’udienza con le partecipanti al Capitolo generale delle Figlie di Nostra Signora di Misericordia, insieme a quello delle Suore di San Felice da Cantalice.

Il Papa riceve in udienza i sacerdoti

“Vorrei anzitutto far giungere la mia gratitudine, il mio affetto e la mia vicinanza ai sacerdoti e ai diaconi del mondo intero. Tante volte ho messo in guardia contro i rischi del clericalismo e della mondanità spirituale, ma so bene che la grande maggioranza dei sacerdoti si prodiga con tanta generosità e spirito di fede per il bene del santo Popolo di Dio, portando il peso di tante fatiche e affrontando sfide pastorali e spirituali a volte non facili”. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza in Vaticano i partecipanti all’Assemblea plenaria del Dicastero per il Clero.

I tre campi d’attenzione del Papa

Seguendo i temi dell’assemblea, Francesco si è soffermato in particolare su tre campi d’attenzione: la formazione permanente dei sacerdoti, la promozione delle vocazioni e il diaconato permanente. “Non possiamo illuderci che la formazione in Seminario possa bastare ponendo basi sicure una volta per tutte – ha osservato il Pontefice -; piuttosto, siamo chiamati a consolidare, rafforzare e sviluppare quanto abbiamo in Seminario, in un percorso che ci aiuti a maturare nella dimensione umana, a crescere spiritualmente, a trovare i linguaggi adeguati per l’evangelizzazione, ad approfondire quanto ci serve per affrontare adeguatamente le nuove questioni del nostro tempo”.

Il Papa al clero: “Tanti sacerdoti sono troppo soli”

“Mi piace qui ricordare – ha proseguito – che la Scrittura dice: ‘Vae soli – guai a chi è solo, perché se cade non ha chi lo rialzi’ (Ec 4,10). Quanto è importante questo per il prete: il cammino non si fa da soli! Eppure, purtroppo, tanti sacerdoti sono troppo soli, senza la grazia di un accompagnamento, senza quel senso di appartenenza che è come un salvagente nel mare spesso burrascoso della vita personale e pastorale”. Secondo il Papa, “tessere una forte rete di rapporti fraterni è un compito prioritario della formazione permanente: il vescovo, i sacerdoti tra loro, le comunità nei confronti dei loro pastori, i religiosi e le consacrate, le associazioni, i movimenti: è indispensabile che i sacerdoti si sentano ‘a casa’”. “Voi come Dicastero avete già iniziato a tessere una rete mondiale: vi raccomando, fate di tutto perché quest’onda continui e porti frutti nel mondo intero. Adoperatevi con creatività perché questa rete si rafforzi e offra sostegno ai sacerdoti. Voi avete un ruolo chiave per questo!”, ha detto ancora.

La cura per le vocazioni

Per quanto riguarda poi la cura delle vocazioni, ha avvertito, “non possiamo rassegnarci al fatto che per tanti giovani è scomparsa dall’orizzonte l’ipotesi di una offerta radicale di vita. Dobbiamo invece riflettere insieme e restare attenti ai segnali dello Spirito e anche questo compito voi potete portarlo avanti grazie alla Pontificia Opera delle vocazioni sacerdotali”. Infine, in materia di diaconato permanente, “come sapete, la Relazione di sintesi della prima Sessione dell’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, nell’ottobre scorso, ha raccomandato ‘di effettuare una valutazione sull’attuazione del ministero diaconale dopo il Concilio Vaticano II’ e invita pure a puntare, tra i vari compiti dei diaconi, più decisamente alla diaconia della carità e al servizio dei poveri. Accompagnare queste riflessioni e questi sviluppi è un compito del vostro Dicastero alquanto importante”, ha sottolineato Francesco.

Il Papa ricorda le suore presso cui ricevette i primi sacramenti

“Permettetemi di condividere con voi un ricordo personale”, ha detto papa Francesco ricevendo stamane in udienza in Vaticano le partecipanti al Capitolo generale delle Figlie di Nostra Signora di Misericordia, insieme a quello delle Suore di San Felice da Cantalice. “È infatti in una delle vostre scuole, a Buenos Aires, nel quartiere Flores, che molti anni fa ho ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana – ha ricordato il Pontefice -. Come dimenticare la cara Hermana Dolores, da cui tanto ho imparato e che per tanto tempo ho continuato a visitare? Per questo ringrazio il Signore e tutte voi, perché il mio attuale servizio alla Chiesa è anche frutto del bene che ho ricevuto, in tenera età, dalla vostra famiglia religiosa”, ha aggiunto.

Fonte: Ansa

redazione

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