Santissima Trinità, nuovo appello del Papa: “Non abituiamoci alla guerra”

Papa Francesco invita a perseguire la pace e a non abituarsi alle atrocità dei conflitti. E si scusa per il rinvio del viaggio in Africa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:39
Papa Francesco Angelus
Foto © VaticanMedia

Il passare del tempo “non raffreddi il nostro dolore e la nostra preoccupazione per quella gente martoriata”. È l’ennesimo appello che arriva da Papa Francesco affinché l’umanità non si distragga rispetto a quanto sta accadendo in Ucraina. Anzi, l’esortazione del Pontefice è a non abituarsi alla tragedia della guerra ma a pregare e lottare per la pace. Un concetto, questo, che sembra essere sempre più distante man mano che i giorni di conflitto passano inesorabilmente. L’invito del Papa è ad avere sempre nel cuore non solo la sofferenza della popolazione ma anche quell’idea di pace che deve restare viva come obiettivo concreto. Il Santo Padre, nel giorno della solennità della Santissima Trinità, si rivolge anche alle popolazioni e alle autorità della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan, scusandosi per il rinvio del viaggio apostolico: “Preghiamo insieme perché, con l’aiuto di Dio e delle cure mediche, io possa venire tra voi al più presto”.

L’Angelus del Papa

Nell’Angelus odierno, la riflessione di Papa Francesco ruota attorno al passo evangelico nel quale Gesù presenta “le altre due Persone divine, il Padre e lo Spirito Santo”. Quest’ultimo, ricorda il Santo Padre, “parla ma non di sé stesso: annuncia Gesù e rivela il Padre. E notiamo anche che il Padre, il quale tutto possiede, perché è l’origine di ogni cosa, dà al Figlio tutto quello che possiede: non trattiene nulla per sé e si dona interamente al Figlio”. È l’esempio della generosità aperta, “uno aperto all’altro”. E, al contempo, un invito a guardare noi stessi, “a ciò di cui parliamo e a quello che possediamo”. Quando si parla, infatti, spesso si cade nella tentazione di desiderare “che si dica bene di noi e spesso parliamo solo di noi stessi e di quello che facciamo”. Una concezione distante da quello dello Spirito Santo, “che parla annunciando gli altri”.

Il significato dell’amore

La celebrazione della Santissima Trinità “non è tanto un esercizio teologico, ma una rivoluzione del nostro modo di vivere. Dio, nel quale ogni Persona vive per l’altra in continua relazione, in continuo rapporto, non per sé stessa, ci provoca a vivere con gli altri e per gli altri. Aperti”. Chiedersi se la nostra vita rifletta questo dettame significa comprendere ciò che anima la nostra fede. “Credo davvero che per vivere ho bisogno degli altri, ho bisogno di donarmi agli altri, ho bisogno di servire gli altri? Lo affermo a parole o lo affermo con la vita?”. Fatti, prima che parole. “Dio, che è autore della vita, si trasmette meno attraverso i libri e più attraverso la testimonianza di vita… E che cosa vuol dire amare? Non solo volere bene e fare del bene, ma prima ancora, alla radice, accogliere, essere aperto agli altri, fare posto agli altri, dare spazio agli altri”.

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