Padre Dall'Oglio, 5 anni dopo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:40

Cinque anni di voci, sussurri, speranze, timori e delusioni. Ma soprattutto silenzio, quello che ruota intorno a padre Paolo Dall'Oglio da quel 29 luglio 2013, quando il missionario gesuita venne rapito a Raqqa, in Siria. 

Nuova pista?

Nelle ultime ore, grazie a un reportage realizzato dal Tg1 che verrà trasmesso domani sera, si è saputo di più dei giorni che precedettero la scomparsa del religioso. Tutto ruota intorno alla figura dell'emiro Abd al-Rahman al Faysal Abu Faysal, poi riconosciuto come uno degli uomini più importanti dell’Isis, che, secondo un amico del posto di Dall'Oglio, avrebbe incontrato il missionario poco prima del rapimento. 

Il fratello

Forse una piccola speranza per i familiari, come il fratello Pietro, intervistato dal Sir. “Non abbiamo alcuna notizia. Ci affidiamo alla Farnesina che è uno degli organismi più preparati al mondo per affrontare situazioni come quella di mio fratello. Purtroppo, fino ad oggi, non ci è stato confermato nulla, quindi viviamo nell'attesa” ha detto. Pietro vuole essere ottimista sulla sorte del fratello: “E' vivo e continuerò a pensarlo finché non vedrò la sua salma o non ascolterò le parole di qualcuno di cui mi fido ciecamente“.

La missione

In questi giorni si sta parlando molto del gesuita romano, fondatore della comunità monastica siriana di Mar Musa. “Ci fa molto piacere. Paolo – ha affermato il fratello – ha sempre vissuto nei valori in cui ha creduto. Per noi ricordare questo anniversario vuole dire che lo crediamo in vita. E lo facciamo anche parlando di quello che lui, purtroppo inascoltato, cercava di far comprendere al mondo. Mio fratello Paolo è una persona dedita completamente agli altri, fortemente devoto alla sua chiamata religiosa. Ha sempre vissuto con coerenza la sua vocazione. Paolo è un innamorato di Dio, dei fratelli, della pace, del dialogo e del popolo siriano. Appassionato dell'Islam, lo ha studiato con profondità andando oltre le letture solite che si danno di questa religione. Mar Musa per padre Paolo è la concretizzazione di un'idea, di un'utopia: quella di vivere con coerenza gli insegnamenti di Gesù Cristo per costruire un mondo più giusto”. 

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