Don Suev (Russia): “Il senso del pellegrinaggio di pace in Kazakhstan”

Parla don Sergij Zuev che amministra la parrocchia cattolica di Vladimir e dirige l'Ufficio pellegrinaggi dell’arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Kazakhstan

E’ in pellegrinaggio in Kazakhstan il gruppo di fedeli cattolici guidati da don Sergij Zuev. A raccontare all’agenzia missionaria vaticana Fides l’obiettivo di pace del viaggio è lo stesso parroco di Vladimir. E direttore dell’Ufficio pellegrinaggi dell’arcidiocesi della Madre di Dio. “Siamo in pellegrinaggio in Kazakhstan per vivere un momento di conversione personale e comunitaria- sottolinea don Sergij Zuev-. Preghiamo assieme al Successore di Pietro. In comunione con lui e con la Chiesa universale. Io e gli altri pellegrini abbiamo il desiderio che questo viaggio sia per noi un momento di passaggio. Da una vita vecchia ad una nuova. Orientata ancor più verso l’incontro con Gesù”.Kazakhstan

Pellegrini in Kazakhstan

Il gruppo di 78 pellegrini è partito lunedì da Omsk. Assiema al vescovo ausiliare della Madre di Dio, monsignor Nikolaj Dubinin. Rientrerà venerdì nella Federazione russa. “Dopo la pandemia abbiamo di nuovo la possibilità di vivere dei giorni assieme a credenti di altri Paesi– continua don Sergij – e, soprattutto di questi tempi, per noi è una possibilità di incontro molto importante. Contiamo di sperimentare una conversione personale. E anche di vedere la testimonianza di fede che gli altri avranno da offrirci. È pure importante che i credenti di altre nazioni abbiano la possibilità di incontrarci direttamente. Perché in questo periodo si parla tanto di noi russi. Ma è sempre meglio vedere con i propri occhi. E non fidarsi solo di quello che si sente. O di teorie astratte. Sono sicuro che ci arricchirà l’incontro con i fedeli di altre comunità. Prima fra tutte quelle kazaka,. Ed essi avranno la possibilità di vedere la testimonianza che anche noi possiamo dare. Nel comune cammino verso Gesù Salvatore”. Sono tanti i cattolici in Russia che, per vari motivi, non hanno potuto prendere parte al pellegrinaggio. Ma don Sergij ha assicurato loro la vicinanza dell’intero gruppo: “Li portiamo tutti nel nostro cuore“.

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