Ordinanze Legnini, il plauso dell’arcivescovo Massara

Terremoto: in vigore tre nuove ordinanze del Commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini. Chiese e strumenti urbanistici nei comuni colpiti dal sisma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:55

Plauso dell’arcivescovo di Camerino-San Severino e Fabriano-Matelica, monsignor Francesco Massara (in prima fila a difesa dei cittadini colpiti dal sisma) per le tre nuove ordinanze del commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini entrate in vigore ieri.

Ordinanze Legnini

Sono l’ordinanza numero 105 sulla ricostruzione delle chiese. La numero 106 per la riorganizzazione della struttura commissariale. E la numero 107, che innova gli strumenti di urbanistica dei comuni colpiti dal sisma. E attribuisce ai professionisti la facoltà di accedere alla procedura veloce di concessione del contributo introdotta dall’ordinanza 100. Insieme alle novità legislative del decreto legge 76 del 2020, l’ordinanza sui programmi straordinari di ricostruzione segna una svolta. Viene spiegato dalla struttura commissariale: “Così cambia radicalmente l’approccio alla pianificazione post-sisma”. E ciò stabilendo i principi della natura facoltativa dei piani attuativi comunali. E della possibilità più estesa degli interventi di ricostruzione a prescindere dagli stessi piani. Oltreché delle modalità di realizzazione delle opere conformi agli edifici preesistenti attraverso la Scia.

Disciplina

Vengono disciplinati anche i programmi straordinari di ricostruzione per i comuni più colpiti. Vengono seguite le linee guida allegate all’ordinanza. I Psr potranno disciplinare le deroghe urbanistiche necessarie per ricostruire. Deroghe che, grazie al decreto 76, sono estese a tutti i comuni del cratere sismico. Non solo a quelli più colpiti indicati dall’ordinanza 101.

Ricostruzione

I comuni maggiormente colpiti potranno eventualmente decidere una ricostruzione “pubblica”. Anche avvalendosi dei nuovi poteri straordinari concessi al commissario. E realizzando un piano generale attuabile per lotti. In questo ambito, l’ordinanza suggerisce il ricorso ai concorsi di progettazione. E ciò per valorizzare il patrimonio immobiliare. E’ previsto inoltre l’istituto dell’udienza pubblica per consentire la partecipazione dei cittadini alle grandi scelte di pianificazione. L’articolo 6 dell’ordinanza punta, infine, al recupero di parte delle oltre 8 mila domande di contributo presentate. Secondo le vecchie procedure, sono sottoposte ad un’istruttoria lunghissima da parte degli uffici speciali della ricostruzione. Un iter che dura in media oltre un anno.

700 chiese

L’ordinanza 105 sulla ricostruzione delle chiese attua un’altra norma contenuta nel decreto 76 di luglio. E disciplina ex novo l’affidamento della progettazione e dei lavori che le diocesi e gli enti ecclesiastici potranno disporre direttamente o con gare ristrette. Come avviene per gli interventi per la ricostruzione privata. Ad esclusione degli edifici di culto di proprietà degli enti pubblici. La nuova disciplina riguarda il recupero di oltre 700 chiese già individuate e finanziate dalle ordinanze del commissario. “Si tratta di un complesso di norme destinate ad incidere in modo significativo sul processo di ricostruzione”, commenta il commissario. Legnini aggiunge: “A tali ordinanze ne seguiranno altre due in corso di elaborazione. La prima riguarderà la revisione della programmazione delle opere pubbliche. Con la seconda si provvederà a disciplinare alcune delle problematiche più complesse. Esse ancora ostacolano l’avvio di importanti interventi di ricostruzione privata. In questo modo si chiuderà la stagione delle ordinanze parziali. E si avvierà la definizione partecipata del testo unico della ricostruzione privata”.

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