“Operazione Mato Grosso”: missione in Perù

Ecco i laboratori e le cooperative in cui decine di giovani peruviani lavorano alla realizzazione di mosaici, vetrate, sculture e opere religiose

Perù
Lima, capitale del Perù (@Patricia van den Berg da Pixabay)

In Perù è attiva dal 1967 l’Operazione Mato Grosso. Ad avviare l’azione missionaria furono gruppi di  giovani italiani desiderosi di aiutare le popolazioni delle Ande. Non voleva assistere i poveri, ma vivere con loro, condividendone fatiche e speranze. Nascono così, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, i laboratori e le cooperative, in cui decine di giovani peruviani lavorano alla realizzazione di mosaici, vetrate, sculture e opere religiose commissionate da tutto il mondo. Alcune hanno raggiunto anche il Vaticano. Tra queste, il mosaico mariano di Lenin Alvarez e la statua di santa Rosa da Lima dello scultore Edwin Morales, inaugurati e benedetti da Leone XIV nei Giardini Vaticani, dono del Perù alla Santa Sede. Da Chacas a Lima, è questo il faticoso percorso, per niente scontato, che i ragazzi delle zone rurali più povere decidono di intraprendere con il desiderio di una vita migliore nella terra che ha visto missionario Rober Francis Prevost-Leone XIV.

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L’allora priore generale dell’ordine agostiniano padre Prevost incontra le suore del monastero di Santa Chiara della Croce di Montefalco negli ottocento anni dalla morte della Santa (foto per gentile concessione del Monastero)

Perù solidale

“Casa Argentina” è la risposta alla domande del cuore dei ragazzi peruviani. A farsi famiglia dei giovani delle zone rurali più povere sono Claudia e Lorenzo, insieme ai loro otto figli. Una famiglia missionaria che da undici anni vive nel convitto maschile dell’Operazione Mato Grosso a Lima, diventando per trenta ragazzi arrivati dalla Sierra “i loro genitori”. “Siamo una famiglia normalissima con il semplice desiderio di essere aperti agli altri e alla vita”. Nel cuore della capitale peruviana, questa casa non è un collegio né un centro assistenziale, è una famiglia dove si condivide tutto, dalla preghiera ai pasti, dallo studio al lavoro quotidiano. Claudia e Lorenzo, originari di Tivoli, hanno conosciuto l’Operazione Mato Grosso da adolescenti. “Dal tempo del liceo abbiamo iniziato a conoscere questa realtà- racconta Claudia a Fides-. L’abbiamo conosciuta e ce ne siamo innamorati”. Una scelta nata da una domanda di senso che li accompagna ancora oggi. Lorenzo la racconta con disarmante sincerità: “Uno deve pensare come un ragazzo di diciotto anni che non riesce a capire che senso dare alla sua vita. C’è chi spacca le vetrine, chi prende un anno sabbatico, e c’è chi trova senso nel dedicare tutte le sue energie ad aiutare gli altri“.

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