“Nei loro occhi la scintilla della speranza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:55

La controversa vicenda della nave Aquarius e dei soccorsi prestati ai migranti partiti dalla Libia si è conclusa con lo sbarco a Valencia. Ma ora emergono le storie e le vicende delle persone che si trovavano a bordo di quella nave. Alcune le raccontano Maria Rita Agliozzo e Marika Giustiniani, le sanitarie del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta che si trovavano a bordo di nave Dattilo della Guardia Costiera per prestare le cure necessarie ai 629 migranti salvati in mare dalla nave da ricerca e soccorso della ong Sos Méditerranée. Si erano imbacate martedì a Pozzallo. Entrambe hanno 26 anni – medico la prima, infermiera la seconda – e hanno trascorso 5 giorni a stretto contatto con i 274 migranti trasbordati sulla Dattilo, tra cui 30 donne e 60 minori non accompagnati, la maggior parte adolescenti. Sono scese anche loro a Valencia e attraverso l'Ordine di Malta fanno ora conoscere la loro esperienza.

“Per loro eravamo semplicemente Maria Rita e Marika” racconta la dottoressa, che insieme all’infermiera farà rientro in Italia nei prossimi giorni, sempre a bordo della nave Dattilo. “La nostra esperienza umana è stata molto profonda e grazie alle buone condizioni di salute dei migranti abbiamo potuto parlarci a lungo e conoscere le loro aspettative“. Nel corso dei giorni di navigazione – impegnati in una reciproca conoscenza, una solidarietà che in mare diventa umanità – sono emerse alcune storie toccanti. Maria Rita Agliozzo racconta per esempio, quella di due fratelli eritrei di 17 e 15 anni. Uniti e sempre insieme hanno deciso di intraprendere questo lungo e pericoloso viaggio per sfuggire ad un futuro di stenti: “Nei loro occhi ho riconosciuto la scintilla della speranza, il sorriso di chi spera in un futuro migliore” ha raccontato la dottoressa.

Per le sanitarie dell’Ordine di Malta questa non è stata la prima esperienza di soccorsi in mare. Sempre a bordo delle navi della Guardia Costiera, con cui il Corpo italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta collabora da esattamente 10 anni, avevano già preso parte a numerosi interventi di salvataggio nelle acque del Mediterraneo. Dal 2008 team medici dell’Ordine di Malta assicurano infatti attività medica sia a bordo dei dispositivi navali che sull'isola di Lampedusa, da dove partono le motovedette verso i target segnalati da IMRCC (Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo della Guardia Costiera di Roma). Attraverso le sue associazioni e i suoi corpi di soccorso, l'Ordine di Malta ha numerosi progetti nel campo dell'accoglienza e della integrazione dei migranti e rifugiati in Europa. In Spagna, Italia e in altri paesi europei volontari distribuiscono cibo e beni di prima necessità. In Francia l’Ordine assiste legalmente i migranti detenuti nelle prigioni e in Germania oltre 100 centri specializzati offrono percorsi di sostegno psicologico e sociale. Grande attenzione viene data alle varie fasi di integrazione nel tessuto sociale e nel mondo del lavoro. Corsi di lingua e di avvicinamento alla cultura vengono garantiti anche in Austria. Il Malteser International, l’Agenzia internazionale di soccorso dell’Ordine di Malta, offre assistenza ai rifugiati e agli sfollati in Medioriente, Africa, Asia e nel continente americano.

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