Musei Vaticani, restauro completo: riecco il Braccio Nuovo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:04

Torna fruibile al pubblico il cosiddetto Braccio Nuovo della Galleria Chiaramonti, all'interno del complesso dei Musei Vaticani, dove erano in corso dei lavori di restauro alla facciata del secondo lato (quello a sud) del Cortile della Pigna (noto per il cosiddetto “nicchione” di Pirro Ligorio del 1565 e, dal 1990, arricchito con l'apposizione centrale della famosa “Sfera con sfera” di Arnaldo Pomodoro). Via i ponteggi dunque e, nondimeno, restituzione di una visuale che, come nelle intenzioni del progetto di restauro avviato nel 2015, riporterà la facciata al suo colore originario (bianco travertino) attraverso interventi mirati e con materiali specifici (terra, grassello di calce e latte vaccino) come spiegato dall'architetto Vitale Zanchettin, responsabile dell’ufficio di Sovrintendenza ai  beni architettonici della Città del Vaticano, in un'intervista rilasciata a VaticanNews. L'intento, ha spiegato l'architetto, è far ritornare al suo rango “un luogo dove passano 6 milioni di visitatori ogni anno, che aveva avuto problemi di distacco di frammenti”.

Il restauro

Il restauro dell'area del nicchione (un'esedra nell'antico progetto del Bramante – che comprendava anche la villa di Innocenzo VIII – e ai piedi del quale si trova la scultura nota come “Pignone” che dà il nome al Cortile) era stato completato già nel 2016, la prima delle quattro sezioni che verranno riportate all'antico splendore, ovvero le quattro che affacciano verso l'interno del Cortile della Pigna. Come spiegato ancora da Zanchettin a VaticanNews, il restauro, prima che alle tinte originarie, è stato innanzitutto mirato al consolidamento delle strutture che, in tempi recenti, hanno subito danneggiamenti dovuti allo scorrere del tempo, manifestatisi in problemi di tenuta: “Ci sono le parti più antiche del Belvedere vaticano, costruite dal Bramante, che hanno avuto dei seri problemi che poi sono stati risolti. Alcuni temi rimangono ancora aperti ma i primi passi sono stati di consolidamento statico, rifacimento di tetti, perché naturalmente parte da lì il restauro”.

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