Messa crismale, il Papa: “Concreta, tenera e umile: così l’evangelizzazione sarà gioiosa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:12

“Il lieto Annuncio può sembrare semplicemente un altro modo di dire Vangelo, come ‘buona novella’, o ‘buona notizia’. Tuttavia, contiene qualcosa che riassume in sé tutto il resto: la gioia del Vangelo. Riassume tutto perché è gioioso in sé stesso”. Così Papa Francesco nell’omelia della Messa crismale rivolgendosi ai sacerdoti che, nella Basilica di San Pietro, hanno rinnovato le loro promesse: “Tutto ciò che Gesù annuncia, e anche noi, sacerdoti, è lieto Annuncio. Gioioso della gioia evangelica: di chi è stato unto nei suoi peccati con l’olio del perdono e unto nel suo carisma con l’olio della missione, per ungere gli altri. E, al pari di Gesù, il sacerdote rende gioioso l’annuncio con tutta la sua persona”. L’invito del Santo Padre, il quale si recherà in visita pastorale a Bologna e Cesena il prossimo 1 ottobre, è di farsi portatori della gioia del Vangelo, incarnandola in sé stessi: “Quando predica l’omelia – breve, se possibile – lo fa con la gioia che tocca il cuore della sua gente mediante la Parola con cui il Signore ha toccato lui nella sua preghiera. Come ogni discepolo missionario, il sacerdote rende gioioso l’annuncio con tutto il suo essere”.

Bere da otri nuovi

Ma cosa significa comunicare la gioia del Vangelo, il lieto Annuncio? “E’ far sì che la misericordia trabocchi nelle terre di nessuno”, tenendo ben presente che, “nell’atto di essere annunciato, il Vangelo  diventa gioiosa e misericordiosa verità. Che nessuno cerchi di separare queste tre grazie del Vangelo: la sua Verità – non negoziabile –, la sua Misericordia – incondizionata con tutti i peccatori – e la sua Gioia – intima e inclusiva –. Verità, Misericordia e Gioia: tutte e tre insieme”. Mai, ammonisce Papa Francesco, “la verità del lieto Annuncio potrà essere solo una verità astratta”, né “la sua misericordia una falsa commiserazione”: “Le gioie del Vangelo – uso adesso il plurale, perché sono molte e diverse… – sono gioie speciali. Vanno messe in otri nuovi, quelli di cui parla il Signore per esprimere la novità del suo messaggio”.

Le tre icone dell’evangelizzazione

Dove conservare il lieto Annuncio? In otri nuovi, dove si possa stiparlo e renderlo pronto in ogni momento per essere condiviso, dove “non diventa aceto e si versa in abbondanza”. E il Santo Padre fornisce ai sacerdoti tre esempi, tre icone di “otri nuovi”: “Un’icona del lieto Annuncio è quella delle anfore di pietra delle nozze di Cana. In un particolare, rispecchiano bene quell’Otre perfetto che è – lei stessa, tutta intera – la Madonna, la Vergine Maria… Maria è l’otre nuovo della pienezza contagiosa”. La seconda icona, ha spiegato ancora il Pontefice, “è quella brocca che – con il suo mestolo di legno – nel pieno sole del mezzogiorno, portava sulla testa la Samaritana”, la stessa brocca con la quale dissetò Gesù. “Esprime bene una questione essenziale: quella della concretezza… Un otre nuovo con questa concretezza inclusiva il Signore ce l’ha regalato nell’anima ‘samaritana’ che è stata Madre Teresa di Calcutta. Lui la chiamò e le disse: ‘Ho sete’. ‘Piccola mia, vieni, portami nei buchi dei poveri. Vieni, sii mia luce. Non posso andare da solo. Non mi conoscono, e per questo non mi vogliono. Portami da loro'”. La terza e ultima icona, “è l’Otre immenso del Cuore trafitto del Signore: integrità mite, umile e povera, che attira tutti a sé. Da Lui dobbiamo imparare che annunciare una grande gioia a coloro che sono molto poveri non si può fare se non in modo rispettoso e umile fino all’umiliazione”.

“L’evangelizzazione non è presuntuosa”

Evangelizzare, dunque, ma annunciare la gioia del Vangelo non può essere un atto presuntuoso: “Concreta, tenera e umile: così l’evangelizzazione sarà gioiosa. Non può essere presuntuosa, non può essere rigida l’integrità della verità, perché la Verità si è fatta carne, si è fatta tenerezza, si è fatta bambino, si è fatta uomo, si è fatta peccato in croce”. E, concludendo il suo messaggio ai sacerdoti, Papa Francesco ha invitato a contemplare e bere dagli otri nuovi, perché ” il lieto Annuncio abbia in noi la pienezza contagiosa che la Madonna trasmette con tutto il suo essere, la concretezza inclusiva dell’annuncio della Samaritana e l’integrità mite con cui lo Spirito sgorga e si effonde, incessantemente, dal Cuore trafitto di Gesù nostro Signore”.

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