Mantovano: “Squarciare il velo dell'indifferenza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15

Il Colosseo a Roma, la cattedrale maronita di S. Elia ad Aleppo, la chiesa di San Paolo a Mosul. Sono i tre monumenti, particolarmente significativi, che il prossimo 24 febbraio alle 18 saranno illuminati di rosso per ricordare a tutto il mondo le persecuzioni che stanno subendo i cristiani in tante parti del mondo.

Libertà religiosa

“Il nostro obiettivo è sconfiggere l’indifferenza, innanzitutto della comunità internazionale, e far sì che dal 24 febbraio nessuno possa più ignorare la persecuzione dei cristiani” ha detto Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, presentando l’evento organizzato dalla Fondazione. “Sappiamo che due settimane più tardi si terranno le elezioni politiche ma quando avevamo fissato questa data non potevamo immaginare che saremmo stati in piena campagna elettorale – ha proseguito – Però è un’occasione importante per rilanciare le ‘larghe intese’. Non in senso politico, non voglio entrare in questo campo, ma sul tema della difesa della libertà religiosa, su cui auspico intese non larghe ma larghissime”.

Persecuzioni dimenticate

“Il senso dell’iniziativa – ha affermato Alfredo Mantovano, presidente di Acs-Italia – è accendere la luce su una realtà tanto più trascurata e dimenticata quanto più è consistente e articolata. Il velo dell’indifferenza deve essere squarciato”. A Roma saranno presenti anche Ashiq Masih e Eisham Ashiq, marito e figlia di Asia Bibi, la donna cattolica pachistana condannata a morte e in carcere dal 2009 perché ingiustamente accusata di aver insultato il profeta Maometto. “Se non è stata eseguita la sentenza nei confronti di Asia Bibi – ha ricordato Mantovano – è perché c’è stato un minimo di attenzione alla sua vicenda. Questa attenzione deve riguardare le tante Asia Bibi che ci sono nei luoghi di persecuzione. E’ necessario cogliere la verità delle persecuzioni non in chiave lamentosa o rivendicativa – ha concluso il presidente di Acs – ma per difendere la libertà religiosa di tutti”. Un’altra testimonianza sarà quella di Rebecca Bitrus, nigeriana per due anni ostaggio della setta islamista Boko Haram. Una terribile esperienza di fede imposta e violenze dalla quale è riuscita a fuggire portando in grembo il figlio di uno dei suoi carcerieri “ma – ha sottolineato Monteduro – non riesce a odiarli: è una straordinaria storia di perdono che solo una donna cristiana può raccontare”.

Il Patriarca dei caldei

“La luce ha per noi una valenza liturgica – ha affermato Louis Raphael I Sako, Patriarca della Chiesa caldea, intervenuto alla presentazione – e accendere le luci su Mosul significa portare la speranza ai cristiani iracheni che tanto hanno sofferto”. Il prelato ha fatto notare come la chiesa di San Paolo, riaperta al culto proprio dal Patriarca alla vigilia di Natale, abbia per i caldei un valore simbolico importante, perché vi riposano le spoglie del vescovo martire, monsignor Faraj Rahho, ucciso esattamente 10 anni fa a Mosul. “Ringrazio Acs per questa iniziativa – ha aggiunto – Voi siete la voce di coloro che non hanno voce. Per gli eroici cristiani iracheni è molto importante che i fratelli occidentali si mobilitino per rendere nota al mondo la loro sofferenza”. Il Patriarca ha anche raccontato dell’incontro con Papa Francesco: “Ci è molto vicino, un padre nel vero senso del termine”. Purtroppo, al momento non è ipotizzabile una sua visita in Iraq: “Lui è pronto, vorrebbe venire ma la situazione di tensione tra Kurdistan e governo centrale non lo permette per motivi di sicurezza”. Il Patriarca ha poi accennato ai rapporti tra i cristiani, che sono una minima minoranza, e i musulmani: mentre c’è grande aspettativa per le prossime elezioni (e in tal senso molte donne cristiane e tanti giovani sono seriamente impegnati per un rinnovamento politico e culturale), l’ecumenismo si fa sul campo. “Non facciamo distinzioni – ha raccontato Louis Raphael Sako – Sono stato a visitare un campo profughi musulmano e abbiamo portato 2000 sacchi di alimenti. Il loro imam mi ha detto ‘Capiamo che il vostro Dio è amore’. Io non ho aggiunto altro, non servivano prediche…”

Testimonianza da Aleppo

Da Aleppo è intervenuto telefonicamente padre Firas Lutfi, francescano della Custodia di Terra Santa, responsabile dell’organizzazione dell’evento aleppino. “Il rosso è il simbolo della sofferenza e del martirio di tanti innocenti. Tutta la città di Aleppo sarà riunita e collegata con Roma a dimostrazione che la Chiesa è un unico corpo mistico nella sofferenza e nella gioia” ha affermato. I cristiani cominciano a rientrare, soprattutto gli sfollati interni, qualcuno da Libano, dal Nord America, da Francia e Italia. Ma sono ancora pochi. L’emergenza legata alla guerra è terminata, acqua ed elettricità non sono più un problema a un anno dalla liberazione ma ora occorre ricostruire “le case e le persone: manca il lavoro, noi cerchiamo di riparare le abitazioni e di aiutare i giovani a lavorare perché rimangano ad Aleppo e in Siria”. Il francescano ha anche sottolineato come i buoni rapporti tra cristiani e musulmani che esistevano prima della guerra sono stati in qualche modo rafforzati dalle difficoltà del conflitto: “E’ un senso di solidarietà piena, le bombe non distinguono tra fedeli di diverse religioni. Quando fu colpito l’orfanatrofio musulmano e 150 bambini non sapevano dove andare, per un anno e mezzo sono stati ospitati dal nostro Episcopato latino e questo costituisce un precedente positivo. Il dialogo non si fa a tavolino ma sulle esigenze della gente”. Tra le iniziative in cantiere, anche quella a favore delle migliaia di bambini nati nei sei anni di guerra: “Non sono registrati e sono di fatto abbandonati: noi vogliamo dargli la cittadinanza, curarli fornirgli un’istruzione”.

I partecipanti

L’iniziativa di Acs, che a Roma si terrà in largo Gaetana Agnesi, ha avuto un precedente alla Fontana di Trevi ma anche all’estero: il Palazzo di Westminster a Londra, la statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Basilica del Sacro Cuore a Parigi e la Cattedrale di Manila. Alla serata parteciperanno eminenti rappresentanti della Chiesa, come il cardinale Mauro Piacenza, presidente internazionale Acs, e il segretario generale della Conferenza episcopale monsignor Nunzio Galantino, ma anche autorevoli figure istituzionali come il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

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