Manifesti per la vita, l’intervento dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova

La Chiesa calabrese interviene a salvaguardia della sacralità della vita dal concepimento al suo termine naturale. La dignità dell'essere umano come alternativa all'aborto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Vita

A tutela della vita è stata diffusa una nota dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali di Reggio Calabria. “Il commento del sindaco Falcomatà appare assolutamente non condivisibile ed inappropriato. Giacché un manifesto che reca una opinione alternativa all’aborto non rappresenta, in nessun caso, un impedimento a scegliere di abortire”.Vita

A tutela della vita

“Rammarica constatare – prosegue la diocesi calabrese- che ancora oggi si fa un uso pregiudizievole e politico della tematica dell’aborto. Una pratica che lascia ferite profonde in molte donne. E che, se affrontata in modo superficiale ed ideologico, calpesta la dignità delle donne stesse. Soprattutto di coloro che, per diversi motivi, hanno fatto la dolorosa scelta di abortire”.

Documento in preparazione

L’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova esprime “profondo e preoccupato rammarico“. E prende le distanze, “in modo inequivocabile e netto”. Non soltanto dalla decisione assunta dal sindaco Giuseppe Falcomatà. Ma soprattutto, “sia pure rispettandole”, dalle motivazioni che egli stesso ha espresso a sostegno di essa. Ritenendole “lesive della libertà di espressione e di opinione“. Volendo apportare un “contributo costruttivo al dibattito”, l’arcidiocesi produrrà un documento di riflessione. Sarà redatto con l’aiuto di alcuni esperti nelle scienze teologiche, etico-giuridiche ed umane. Appartenenti alla realtà della diocesi stessa.

Problemi

Osserva il consigliere regionale Nicola Paris: “Reggio Calabria purtroppo, ha tanti problemi da risolvere. E il sindaco Falcomatà pensa a rimuovere manifesti. Invece di lavorare per consentire alla sua comunità di vivere dignitosamente. Offrendogli mezzi e servizi. La rimozione dei manifesti contro l’aborto di ‘Pro Vita & Famiglia’ è un atto che nulla a che vedere con il suo ruolo istituzionale“.

 

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