Madagascar, l'esempio santo di Vittoria Rasoamanarivo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57

Sono circa 8 milioni su 25 i Cristiani che vivono in Madagascar: vale a dire, circa un terzo della popolazione su un'isola rinomata per le sue caleidoscopiche bellezze naturali, ma anche fra i Paesi più poveri dell'emisfero australe. Sull'isola, la presenza cristiana s'è, dunque, sempre inserita nel solco dell'assistenzialismo. Testimonianza fattiva dell'impegno missionario è Vittoria Rasoamanarivo, beatificata da Papa Giovanni Paolo II ad Antananarivo il 30 aprile 1989: “Una donna che è rimasta fedele alla parola del Signore” disse Wojtila davanti alla platea di fedeli malagasci, citando la sua prolifica santità dello Spirito che generò “figli e figlie degli uomini”.

Via di santità

Formatasi nel convento delle suore di San Giuseppe di Cluny, la beata Vittoria ha fatto della sua vita una sequela alla chiamata di Cristo. Come ha ricordato Papa Giovanni Paolo II, la chiave di lettura del suo santo carisma è il sacramento del Battesimo, che “significa veramente […] lasciarsi afferrare dalla presenza di Cristo risorto!”, che ha trovato compiutezza nella Cresima. Il Papa santo non ha mancato di ricordare l'amore della beata Vittoria per l'Eucarestia: “Essa ha accolto lo Spirito del Cristo. Ha saputo conservare, per tutta la sua vita, il ricordo vivo della Parola di Gesù”. 

La preghiera

La testimonianza di questa santa è rimasta ancorata al suo personale fervore per la preghiera: non solo un pratica devota del lessico quotidiano del buon cristiano, ma essenzialmente disponibilità ad “aprire tutto il suo essere alla potenza della grazia”. Papa Wojtila ha ricordato che i frutti della preghiera si compirono con la conversione del marito e il suo battesimo, ricompensa spirituale di una vita matrimoniale alquanto burrascosa: “Con il sostegno della grazia – scrive Giovanni Paolo II – [Vittoria] rispettò il suo sposo a dispetto di tutti e gli conservò il suo amore, nel desiderio ardente che si volgesse verso il Signore e si convertisse“. 

Al servizio degli ultimi

La beata malgascia è esempio di dedizione per i più poveri del suo Paese: modello attuale per molte comunità che sono attive sull'isola, spinte dal comune impegno assistenziale a poveri, malati ed emarginati per il conseguimento di quello che – parafrasando Papa Wojtila – è lo sviluppo integrale dell'uomo “amato da Dio”.

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