L’Ora della Madre: Rylko, “Un giorno di grande attesa e silenzio”

Celebrazione nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Il Cardinale Arciprete ci chiede di prendere Maria a casa nostra - come Giovanni - chiedendole di accompagnarci nelle strade della nostra vita

L'Ora della Madre nella Basilica di Santa Maria Maggiore (foto: Francesco Vitale)

Da oltre 36 anni nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma, ha luogo una speciale celebrazione mariana. “L’Ora della Madre”, una celebrazione che intende proporre e far rivivere il dolore e la fede suprema di Maria nell’attesa della risurrezione del Signore. Ha presieduto la celebrazione Sua Eminenza il Cardinale Stanislaw Rylko, Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore
Il Sabato Santo è giorno di silenzio e attesa della Resurrezione, dedicato alla Vergine Maria Addolorata. Si commemora il dolore di Maria sotto la Croce, come predetto da Simeone. Papa Francesco invita a non temere le lacrime, capaci di purificare. Nell’affidamento di Gesù a Giovanni, Maria diviene madre di tutti. Questa “ora della Madre” è occasione per ringraziare per questo dono e chiedere a Maria di guidarci nel cammino della vita e verso la Pasqua.

Il pianto della Madonna

La celebrazione mariana del Sabato Santo, ispirata alla liturgia bizantina, si concentra sul “lamento” della Madre per il Figlio morto e sulla sua attesa della Resurrezione. In quest’ora di apparente fine, Maria rappresenta la “Chiesa che crede” e spera contro ogni evidenza. Mentre il Venerdì Santo è l’ora di Gesù, il Sabato Santo è l’ora della Madre, culmine del suo cammino di fede ai piedi della Croce. Solo in Lei rimase viva la fede della Chiesa dopo la deposizione di Gesù nel sepolcro, raccogliendo le speranze del mondo. San Giovanni Paolo II sottolinea come la Chiesa si identifichi con Maria nel Sabato Santo, la prima credente che mantiene viva la fede nell’oscurità. Papa Francesco la prega di ottenere un nuovo ardore di risorti. L'”Ora” della Madre è quindi una preparazione significativa alla Veglia pasquale.

Sua Eminenza il Cardinale Stanislaw Rylko, Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore (foto: Francesco Vitale)

Il grande silenzio

Il Cardinal Rylko nella sua omelia ha spiegato il significato di questo giorno, definendolo di “grande silenzio e grande attesa.
“L’ora della Madre – ha detto – apre davanti a noi orizzonti profondi che toccano il cuore e ci permettono di cogliere il mistero della nostra Redenzione”. Oggi si avvera quello che aveva predetto il vecchio Simeone, “Una spada ti trafiggerà l’anima” e il Golgota è l’ora del dolore più indicibile per una madre.
Rylko ha ricordato Papa Francesco che diverse volte ha incoraggiato a non avere paura di piangere e di non vergognarsi delle lacrime, perché sono capaci di purificare il nostro sguardo.
“Nel momento in cui Gesù affida Maria al discepolo Giovanni – ha riflettuto il cardinale arciprete – siamo diventati tutti suoi figli. L’ora della Madre è occasione per rendere grazie per questo grande dono-
Anche noi oggi vogliamo prendere Maria a casa nostra, chiedendole di accompagnarci nelle strade della nostra vita e che sia la nostra guida sicura per vivere questa Pasqua in questo anno Santo”.

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