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Lodi, prima zona rossa d’Europa, dalla pandemia alla solidarietà

Caritas diocesana di Lodi: la Casa San Giuseppe accoglie i suoi primi ospiti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Lodi
Nel 2021 sono passate dal Centro d’ascolto della diocesi di Lodi 197 persone. Prevalentemente uomini tra i 20 e i 40 anni che a vario titolo hanno utilizzato uno o più servizi messi a disposizione. Le maggiori problematiche riportate sono legate all’abitazione. Alla mancanza di lavoro, salute e documentazione per gli stranieri. A Lodi, prima zona rossa d’Europa, la Casa San Giuseppe accoglie ora i suoi primi ospit.i Dopo l’inaugurazione, in dicembre, con il vescovo Maurizio Malvestiti e il cardinale Konrad Krajewski. Il progetto nasce nel 2019 quando la parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice, in centro a Lodi, ha messo a disposizione della diocesi il “convegno San Giuseppe”. Voluto dal venerabile don Luigi Savaré. In passato luogo di ritrovo per gli anziani della città di Lodi che in questi spazi si incontravano per giocare a bocce o a carte.

Lodi
San Giuseppe con Gesù

La solidarietà di Lodi

La diocesi di Lodi ha destinato questi spazi ai servizi per le persone senza fissa dimora o in grave stato di emarginazione. Seguiti da anni dalla Caritas Lodigiana. A gennaio 2021 sono iniziati i lavori di ristrutturazione che hanno portato alla trasformazione del “convegno San Giuseppe” in una “Cittadella della Carità”. Denominata Casa San Giuseppe. Composta da una pluralità di servizi che nel loro insieme andranno a formare una risposta unica, complessiva di quelle che sono i bisogni prioritari delle persone.lodi

Spazio di condivisione

Per quanto riguarda il dormitorio, riferisce il Sir, la struttura è dotata di cinque stanze. Per un totale di 30 letti. La zona dedicata al centro diurno è una grande sala comune arredata con tavoli e sedie. Potrà essere abitata come uno spazio di incontro e condivisione. Al contempo sarà sufficientemente ampia da permettere lo svolgimento di laboratori e attività. La presenza di una piccola cucina permetterà di continuare a distribuire la colazione. Costituire una “Cittadella della Carità” in cui il centro diurno e il centro d’ascolto siano situati a fianco del dormitorio permetterà agli ospiti che lavorano solo di notte di avere un letto in cui dormire durante il giorno. Il progetto prevede anche la creazione di un’infermeria, in cui si trasferirà il centro di diritto alla salute. La casa vuole offrire alle persone presenti sul territorio attenzione, ascolto e orientamento. In risposta ai più variegati bisogni.

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