Lo sport in parrocchia come terreno di fraternità

Ai Santi Protomartiri Romani attraverso il gioco, si costruiscono relazioni, si imparano regole condivise, si scopre che nessuno deve sentirsi escluso

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Foto di luvmybry da Pixabay

Lo sport come “riflesso della bellezza di Dio” e “via per costruire la pace e l’incontro con l’altro”, insegna Leone XIV. A Roma l’oratorio che fa squadra: mini rugby e mini calcio per crescere insieme. Dove il gioco diventa incontro e il campo un terreno di amicizia: così, nel quartiere Aurelio a Roma, lo sport si trasforma in una palestra di fraternità. Guidata da don Alessandro Pagliari, la comunità dei Santi Protomartiri Romani apre ogni giorno i suoi spazi a bambini, ragazzi e famiglie, offrendo loro un luogo dove crescere insieme, tra sorrisi, fatica condivisa e rispetto reciproco. “Il Grest estivo ha coinvolto più di 200 bambini – spiega il parroco, don Alessandro – accompagnati da 70 animatori, mentre in occasione del Giubileo dei giovani la comunità ha ospitato 400 ragazzi, molti provenienti dalla Francia e da altre diocesi italiane. Nella vita di tutti i giorni, il mini calcio e il mini rugby rappresentano per i più piccoli un’occasione concreta per imparare a vivere insieme”.

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foto Antonello Sammarco/Image Sport

Sport e condivisione

A dare forma a questo progetto è l’associazione sportiva dilettantistica Kekambas. Da quattro anni opera all’interno della parrocchia, in sintonia con il cammino avviato da don Alessandro. Due le discipline proposte. Mini rugby e mini calcio, ma chissà che in futuro non si riesca ad ampliare l’offerta. Ai piccoli atleti, dai tre anni in su, non vengono trasmessi soltanto i fondamentali del rugby e del calcio, ma soprattutto l’attenzione all’altro, il gusto dell’incontro e la capacità di includere chi è più fragile. “Siamo nella parrocchia dei Protomartiri da quattro anni, cioè da quando è arrivato don Alessandro –racconta il responsabile Davide Frezza-. Siamo partiti subito con gli allenamenti di rugby per i bambini e poi abbiamo introdotto anche il calcio. Con i più piccoli lavoriamo soprattutto sulla psicomotricità, cioè proponiamo attività finalizzate innanzitutto alla crescita motoria. Con esercizi pensati per aiutare i bambini a crescere nell’equilibrio e nella coordinazione, contrastando la vita troppo sedentaria che spesso li accompagna”.

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Foto di Hannah Busing su Unsplash

Attività sociale

Spiegano i promotori dell’iniziativa sociale: “A mano a mano che i piccoli sportivi crescono, si inizia a proporre “un’attività più strutturata, partecipiamo anche a partite o competizioni con altre squadre, ma sempre nell’ottica della crescita personale e sociale, inclusiva. Si crea un ambiente familiare, c’è un contatto diretto con i genitori, anche grazie al fatto che si fidano molto del parroco don Alessandro Pagliari”. Tra l’associazione sportiva e la parrocchia c’è una vera comunione di intenti. Attraverso il gioco, si costruiscono relazioni, si imparano regole condivise, si scopre che nessuno deve sentirsi escluso. “L’idea di fondo è valorizzare gli spazi che abbiamo – aggiunge don Alessandro –, sia tramite attività organizzate e strutturate, come quelle proposte da Kekambas, sia lasciando momenti liberi, durante i quali può partecipare chiunque, per favorire la socialità. Purtroppo nel quartiere mancano i punti di aggregazione, come un parco o una piazza e quello che trovano qui è uno spazio dove crescere con certi valori”. La parrocchia ha scelto di utilizzare ogni spazio: accanto al campo da calcio, il grande terreno dell’oratorio si riempie ogni pomeriggio di bambini e ragazzi, anche provenienti da zone vicine. “La sfida è integrare tutti, anche chi ha difficoltà – conclude il parroco -. Bisogna stare accanto ai giovani, dedicare loro tempo”.

 

 

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