L’insegnamento di una mamma. La meditazione di don Buonaiuto

Il testo dell'omelia del fondatore di In Terris ai funerali di sua madre Alda

mamma
@ In Terris

In Terris ha raccolto il testo dell’omelia pronunciata da don Aldo Buonaiuto ai funerali di sua madre Alda. Alla cerimonia nella parrocchia di San Nicolò hanno preso parte i bambini dell’oratorio Carlo Acutis, le autorità civili e militari, il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo, il Prefetto della provincia di Ancona, Maurizio Valiante. La messa è stata concelebrata da sacerdoti della diocesi e l’arcivescovo Francesco Massara ha espresso il proprio cordoglio.

@ In Terris

“Cara Mamma, non è facile scriverti, parlarti in questo momento…tra l’altro questa è la prima volta che ti scrivo una lettera perché non c’è mai stato bisogno di scriverci vista la nostra schiettezza, l’essere diretti e immediati e quindi bisognosi di dirci tutto all’istante senza rimandare mai … se c’era qualcosa da chiarire, da confidarci dovevamo farlo subito senza esitare. Siamo vissuti insieme fino alla mia entrata a San Silvestro, io avevo diciotto anni e tu non ti capacitavi per questa mia decisione che reputavi troppo drastica, estrema , andare a vivere in un eremo e diventare un monaco. Inizialmente per te e babbo e’ stato come  un perdermi, un sertirvi morire.

@ In Terris

Ricordo quanto avete sofferto nonostante la vostra grande fede, proprio quella fede che mi avevate trasmesso portandomi sempre in Chiesa nella parrocchia dei salesiani a Civitanova Marche, e poi, facendo parte dell’Unitalsi mi portavate con voi a dare da mangiare due volte a settimana agli ammalati, le persone paralizzate dell’istituto Santo Stefano di Porto Potenza Picena e poi ogni anno si partiva con il treno bianco a Lourdes dove conobbi don Andrea Pantaloni con alcuni giovani monaci Silvestrini con i quali si stabilì’ un rapporto di amicizia e poi di discernimento per la vita consacrata. Per me sei stata una mamma perfetta aldilà dei tuoi limiti e difetti non avrei voluto né immaginato un altro tipo di mamma perché da te ho ricevuto tutto l’amore di cui avevo bisogno, tutta la protezione e l’esempio per diventare un uomo e un sacerdote.

@ In Terris

Mi hai insegnato ad avere sempre rispetto per il prossimo, per chiunque,  a partire da chi è più debole e bisognoso, non ti ho mai sentito offendere qualcuno né pronunciare qualche volgarità, mi hai insegnato concretamente ad essere felice nella sobrietà ad apprezzare la semplicità e poi con babbo mi hai dato l’esempio più grande di cosa sia l’amore coniugale perché il vostro amore, la vostra unione fedele e appassionata fino all’ultimo respiro di babbo e’ stato per me di grande insegnamento. Hai dovuto attraversare tante prove e tante sofferenze a partire dalla malattia di babbo scomparso 21 anni fa… dal terremoto dell’81 che ci ha fatto perdere la casa, le preoccupazioni per Gianni tuo figlio, che hai amato più di te stessa nominandolo sempre ogni giorno, almeno per una media di 20 volte al giorno. Ma comunque non hai mai smesso di donarci il tuo sorriso, la tua voglia di vivere e la cosa più bella per noi tuoi figli era sentirti cantare. La passione per il canto, per la lirica in particolare ti ha tenuta in vita anche negli anni della solitudine dove noi due tuoi figli siamo stati l’unico motivo del tuo vivere…che grande gioia portarti allo sferisterio di Macerata. Devo anche chiederti perdono oggi che mi ascolti in modo diverso e quindi ora puoi comprendere, per averti esposto a causa della mia missione negli anni in cui ero a fianco a don Oreste Benzi. Non lo potevo immaginare

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Don Aldo Buonaiuto e la mamma Alda

Avevo sempre cercato di proteggerti senza raccontarti troppo dei rischi e pericoli del mio andare in strada a recuperare le giovani vittime della tratta. A causa mia hai ricevuto intimidazioni, sono venuti in casa tua a Civitanova alcuni malfattori a spaventarti e per qualche anno ti arrivavano telefonate e brutti pacchi affinché tu potessi convincermi a farmi desistere dalla mia missione di liberare queste ragazze schiavizzate. Purtroppo hai dovuto sopportare anche queste prove e questa è la cosa che più mi ha addolorato. Dopo diverse resistenze alla fine hai compreso che bisognava  lasciare la tua amata terra Civitanova Marche, per ricongiungerti  con noi tuoi figli e non restare più da sola. Mi hai fatto tanti doni e ne voglio sottolineare almeno due: il dono, come mamma, di avermi sempre perdonato e abbracciato con il tuo amore anche quando non comprendevi le mie scelte. È’ capitato a volte di trovarci in contrasto ma poi mi sono sempre pentito capendo ancor di più che la mamma e’ la realtà più sacra dell’esistenza terrena che il Signore ti mette a completa disposizione per farti esistere, per diventare una persona un vero uomo. Il secondo dono mia nonna: grazie per avermi permesso di passare da bambino e ragazzo tanto tempo con tua madre, mia nonna Alba, colei che mi ha fatto conoscere Gesù e che mi ha insegnato tutto sulla fede e la vita della Chiesa. Se sono sacerdote lo devo a voi, a nonna, a te mamma e papà. In questi ultimi mesi sei diventata tanto fragile e hai avuto bisogno di tutto. In te ho visto come in trasparenza il delicato e prezioso inestimabile valore di quell’Eucarestia alla quale ho consacrato la mia vita sulle orme di quanto ogni giorno mi hai testimoniato e insegnato tra le mura domestiche: Vangelo quotidiano di condivisone e immagine di quel crocifisso di ordinaria speciale familiarità con Cristo e quella madre che sola non lo abbandono’ fino all’ultimo respiro sul Golgota.

carità

Questa grande famiglia, la comunità Papa Giovanni XXIII ti ha accolta e sei stata amata e accudita come una figlia anche se per tutti eri la loro nonna. Ora lo squillo della tua voce ci mancherà, il tuo sorriso e i tuoi occhi azzurri come quel cielo che stai raggiungendo per l’eternità. Mamma, quando ti penso nella preghiera recito il salmo 130 e ti sento e ti rivedo in queste parole e vedo la nostra famiglia ciò che eravamo e ciò che saremo per sempre: ‘Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia. Speri Israele nel Signore, ora e sempre’. Mamma grazie”.

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