LETTERA DEL PAPA PER IL CENTENARIO DELL’EVANGELIZZAZIONE DI TIMOR EST

ULTIMO AGGIORNAMENTO 5:15

C’è grande attesa nel piccolo stato asiatico di Timor Est per l’imminente festa del 15 agosto, solennità dell’Assunzione di Maria, che quest’anno sarà dedicata al quinto centenario dell’evangelizzazione del paese. Papa Francesco, per l’occasione, ha inviato una lettera al cardinal Segretario di Stato Parolin, nominato legato pontificio per le celebrazioni in programma nella capitale Dili.

Nella lettera, il pontefice sottolinea che “E’ giusto e opportuno che questo avvenimento venga ricordato adeguatamente”, richiamando alla memoria i missionari domenicani, che il Papa definisce intrepidi, che con “coraggio compirono un lungo viaggio”, superando “innumerevoli difficoltà” per portare a queste genti il Vangelo, giungendo nel 1515 nella parte orientale dell’isola di Timor, colonizzata dai portoghesi. L’isola nel 1975 venne conquistata dall’Indonesia, che già occupava il resto dell’isola, portando alla luce nuove e sanguinose guerre per la libertà. Le condanne dell’ONU e della comunità internazionale, ad evitare la dura repressione di Giacarta anche sulla popolazione civile, prevalentemente cattolica, vennero ignorate fino all’Amministrazione controllata da parte delle Nazioni Unite, dal 1999 al 2002, quando è stata infine proclamata la Repubblica democratica del Timor Orientale.

Da quel momento, ricorda Francesco, “dalla sospirata e felice nascita della vostra patria, non sono mancate dolorose sorprese legate alla concertazione nazionale, con la Chiesa a ricordare le basi necessarie di una società che intende essere degna dell’uomo e del suo destino trascendente”. A concludere il messaggio una raccomandazione: essere “coscienza critica della nazione, mantenendo a tal fine la dovuta indipendenza dal potere politico in una collaborazione equidistante che lasci ad esso la responsabilità del bene comune della società e di promuoverlo”. Alla Chiesa, sia lasciata “la libertà di annunciare il Vangelo in modo integrale, anche quando va controcorrente, difendendo i valori che ha ricevuto e ai quali deve restare fedele”. Gli stessi valori che ispirarono i primi evangelizzatori di Timor Est cinque secoli fa.

 

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