Leone XIV agli studenti: “Siate costruttori di pace”

Il Santo Padre, in occasione del Giubileo del mondo educativo, ha esortato i giovani a lasciarsi ispirare dal Signore, vivendo in pienezza

Papa Leone XIV (@ Francesco Vitale)

In occasione del Giubileo degli studenti, Papa Leone XIV ha incontrato migliaia di giovani riuniti nell’Aula Paolo VI, invitandoli a vivere con coraggio e autenticità. Nel suo discorso, il Pontefice ha richiamato figure come Pier Giorgio Frassati, Sant’Agostino e San Carlo Acutis per incoraggiare una fede vissuta “verso l’alto”, capace di coniugare spiritualità, intelligenza e impegno sociale. Tra i temi centrali: il valore del silenzio e della preghiera, l’uso consapevole del digitale e l’importanza di un’educazione “disarmata” che promuova la pace. Ai giovani, il Papa ha affidato il compito di costruire una “generazione plus”, protagonista di un mondo migliore.

Aula Paolo VI (@ Francesco Vitale)

Le parole del Santo Padre

C’è tanta gente fuori dell’Aula Paolo VI sono gli studenti che per il loro Giubileo incontrano il Papa. E il Papa passa subito tra loro. Gli ultimi saranno i primi dice il Vangelo e “così è stato oggi” dice Leone XIV salutandoli. ” Guardate bene lo schermo!” Dice il Papa e passa a salutare i ragazzi. Il discorso del Papa parte dai suoi ricordi di studente e poi da Pier Giorgio Frassati, e due sue frasi: “Vivere senza fede non è vivere, ma vivacchiare” e “Verso l’alto”. E il Papa dice: ” abbiate l’audacia di vivere in pienezza. Non accontentatevi delle apparenze o delle mode: un’esistenza appiattita su quel che passa non ci soddisfa mai. Invece, ognuno dica nel proprio cuore: “Sogno di più, Signore, ho voglia di più: ispirami tu!”. Questo desiderio è la vostra forza ed esprime bene l’impegno di giovani che progettano una società migliore, della quale non accettano di restare spettatori”. E per questo “Come sarebbe bello se un giorno la vostra generazione fosse riconosciuta come la “generazione plus”, ricordata per la marcia in più che saprete dare alla Chiesa e al mondo”. Per questo si deve essere protagonisti “siete chiamati a essere truth-speakers e peace-makers, persone di parola e costruttori di pace”.

Serve silenzio e preghiera

Poi il Papa parla di John Henry Newman: “Egli diceva che il sapere si moltiplica quando viene condiviso e che è nella conversazione delle menti che si accende la fiamma della verità. Così la vera pace nasce quando tante vite, come stelle, si uniscono e formano un disegno”. Parla delle stelle come guide che sono “i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti, gli amici, bussole per non perdervi nelle vicende liete e tristi della vita”. Ma non stelle isolate, piuttosto costellazioni e l’educazione è come “un cannocchiale che vi permette di guardare oltre, di scoprire ciò che da soli non vedreste. Non fermatevi, allora, a guardare lo smartphone e i suoi velocissimi frammenti d’immagini: guardate al Cielo, verso l’alto”. Ma serve silenzio e preghiera e anche quando “assistiamo a episodi di disagio, violenza, bullismo, sopraffazione, persino a giovani che si isolano e non vogliono più rapportarsi con gli altri. Penso che dietro a queste sofferenze ci sia anche il vuoto scavato da una società incapace di educare la dimensione spirituale, non solo tecnica, sociale e morale della persona umana”.

Monica Giandotti (@ Francesco Vitale)

L’educazione digitale

Ricorda la vita di Sant’Agostino e poi parla della educazione al digitale: “Non lasciate però che sia l’algoritmo a scrivere la vostra storia! Siate voi gli autori: usate con saggezza la tecnologia, ma non lasciate che la tecnologia usi voi”. E della Intelligenza artificiale dice: “non basta tuttavia essere “intelligenti” nella realtà virtuale, ma bisogna essere umani con gli altri, coltivando un’intelligenza emotiva, spirituale, sociale, ecologica”.  L’esempio è quello di “San Carlo Acutis. Un ragazzo che non si è fatto schiavo della rete, usandola invece con abilità per il bene. San Carlo unì la sua bella fede alla passione per l’informatica, creando un sito sui miracoli eucaristici, e facendo così di Internet uno strumento per evangelizzare”.

La pace

Parla di pace Papa Leone XIV. “Vedete bene quanto il nostro futuro venga minacciato dalla guerra e dall’odio che dividono i popoli. Questo futuro può essere cambiato? Certamente! Come? Con un’educazione alla pace disarmata e disarmante. Non basta, infatti, far tacere le armi: occorre disarmare i cuori, rinunciando a ogni violenza e volgarità. In tal modo, un’educazione disarmante e disarmata crea uguaglianza e crescita per tutti, riconoscendo l’uguale dignità di ogni ragazzo e ragazza, senza mai dividere i giovani tra pochi privilegiati che hanno accesso a scuole costosissime e tanti che non accesso all’educazione”.

Il monito

“Insieme siete chiamati a orientare il futuro”. “Quando Galileo Galilei puntò il cannocchiale al cielo, scoprì mondi nuovi: le lune di Giove, le montagne della Luna”, l’esempio scelto da Leone: “Così è l’educazione: un cannocchiale che vi permette di guardare oltre, di scoprire ciò che da soli non vedreste. Non fermatevi, allora, a guardare lo smartphone e i suoi velocissimi frammenti d’immagini: guardate al Cielo, verso l’alto”.

Fonte: Agensir

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