L’ambasciatore Assan all’Urbaniana:”Cerchiamo insieme cammini di sviluppo”

Nell’era globalizzata i Paesi e i popoli del Sud-Est asiatico rappresentano un “attore transregionale” imprescindibile"

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Christian Lue su Unsplash

Non c’è autentico sviluppo senza dialogo. L’agenzia missionaria vaticana Fides osserva come nell’era globalizzata in cui siamo immersi, i Paesi e i popoli del Sud-Est asiatico rappresentino “un attore transregionale imprescindibile per cercare insieme cammini di sviluppo sostenibili e inclusivi”. Si tratta, infatti, di una “regione del mondo, dove convivono centinaia di gruppi etnici, lingue e tradizioni religiose diverse”. Laddove “è percepito con sensori speciali il contributo che il dialogo interculturale e interreligioso può offrire al bene comune dell’intera famiglia umana”. Su questo tema ha svolto una “lectio magistralis” alla Pontificia Università Urbaniana Hendy Assan, ambasciatore della Malaysia presso la Santa Sede. Ad ascoltarlo studenti e professori dell’ateneo, insieme a rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Assan ha inaugurato una serie di “incontri ravvicinati” della comunità universitaria multietnica e multiculturale dell’Urbaniana con rappresentanti del mondo diplomatico su questioni di rilevanza culturale, sociale e geopolitica. Incontri promossi dal Centro di studi cinesi e asiatici diretto dal professor Alessandro Dell’Orto.

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Foto di Noah Holm su Unsplash

Sviluppo globale

L’ambasciatore malese ha descritto il crescente protagonismo globale giocato dall’Asean, l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico, la cui presidenza di turno è stata guidata nel 2025 proprio dalla Malaysia. Istituita nel 1967 a Bangkok da cinque Paesi fondatori (Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia), l’Asean conta attualmente 11 Paesi membri (Timor Est, ultimo associato, si è aggiunto un mese fa). “Il Sud Est asiatico, mosaico di colori e sfumature- sottolinea il cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione-. Nell’unire le diversità in modo armonioso e attraverso un dialogo strutturale può contribuire a dar concretezza alle aspirazioni alla pace, nella Regione e nel mondo”. Il diplomatico malese definisce l’Asean “uno dei raggruppamenti regionali più dinamici al mondo”. E “una storia silenziosa di successo del Sud Globale“. Strumento utile per conseguire “condizioni economiche che hanno sollevato milioni di persone dalla povertà”, divenuto nel tempo presente «ponte indispensabile tra l’Indo-Pacifico e l’Europa, tra l’Asia e il Medio Oriente e sempre più tra il Sud Globale e i quadri di governance globale”. Un dinamismo “transregionale” che nel corso degli anni si è declinato e continua a svilupparsi in una fitta rete di piani strategici, progetti, accordi- quadro e partenariati intessuti con soggetti economici e geopolitici diversi, in ogni direzione.

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