La riforma della Curia e la riforma del cuore

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“Se Papa Francesco riesce a riformare la Curia e la Chiesa farà una riforma che parte dall’interno, dal cuore, non sarà una riforma di cambiamenti puramente esteriori”. E’ l’opinione espressa da padre Diego Fares, gesuita argentino amico del Santo Padre da quarant’anni. Il sacerdote è stato intervistato per commentare l’importanza attribuita da Jorge Mario Bergoglio agli esercizi spirituali che attualmente sta frequentando, assieme alla Curia romana, per il terzo giorno presso la Casa Divin Maestro di Ariccia. Il tema della meditazione odierna, tenuta dal carmelitano Bruno Secondin, è “Sentieri di libertà”. Il successore di Pietro resterà in ritiro fino a venerdì.

Relativamente al discorso della riforma della Curia, padre Fares ha osservato che la “vera riforma” è “fare insieme con altri gli esercizi”, “esperienza spirituale molto forte, nella quale “si condivide molto, anche se ognuno fa i suoi esercizi personalmente”. “Il Papa – ha aggiunto – pratica quello che nella Compagnia di Gesù chiamiamo ‘governo spirituale’: è uno stile di governo che sta attento non soltanto a quello che si deve fare, ma a come si fa, con quale spirito, e ad maiorem Dei gloriam”. Secondo il padre gesuita, inoltre, andando ad Ariccia con i suoi collaboratori il vescovo di Roma ha dato un forte esempio. “Per me è una provocazione – ha soggiunto – perché sinceramente delle volte trascuro di fare i miei esercizi con la scusa del molto lavoro. Ma se il Papa trova il tempo, nessun può scusarsi, vero?”.

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