“La maledizione più brutta è non avere lavoro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:05

Oggi la maledizione forse più brutta che c'è è non avere lavoro“. E' quanto afferma Papa Francesco ricevendo, nell'Aula Poalo VI i dipendenti della Città del Vaticano in occasione degli auguri natalizi. Il Pontefice, nel suo discorso pronunciato interamente a braccio, parla di lavoro, sottolineando come esso dia all'uomo “la dignità”. E aggiunge: “Io non voglio dire i nomi ma sui giornali li troverete. Oggi ho visto sui giornali due ditte importanti, qui in Italia, che sono a rischio. Ma per salvare la ditta si deve 'razionalizzare' il lavoro, cioè congedare 3-4.000 persone. E' molto brutto perché si perde la dignità. E questo è un problema non solo qui del Vaticano, dell'Italia, o dell'Europa, ma è un problema mondiale”. 

“Non voglio lavoro nero in Vaticano”

Analizzando la situazione all'interno delle mura leonine, il Santo Padre afferma: “Non voglio lavoro in nero in Vaticano“. Poi aggiunge: “Vi chiedo scusa se questo ancora c'è, il famoso articolo 11 che è un articolo valido per una prova, ma una prova di uno o due anni, non di più. Così come ho detto che non si deve lasciare nessuno senza lavoro, cioè congedarlo, a meno che non ci sia un altro lavoro fuori per sua convenienza o che ci sia una accordo con la persona, dobbiamo fare in modo che qui dentro non ci siano lavori in nero e lavoratori precari“. “E' un problema di coscienza per me – continua Bergoglio – perché non possiamo predicare la Dottrina sociale della Chiesa e fare queste cose che non vanno bene. Si capisce che bisogna provare una persona, ma un anno o due, e fermiamoci lì. Ma in nero niente“. “Voi aiutatemi – ha detto rivolgendosi direttamente ai dipendenti riuniti nella Sala Nervi – aiutate anche i superiori, quelli che lavorano per il Governatorato a risolvere questi problemi della Santa Sede, i lavoratori precari perché ce ne sono alcuni. Aiutate i superiori a finire con le situazioni non regolari”.

Fauna clericale

“Vi chiedo perdono e scusa: noi non sempre diamo buon esempio, parlo della fauna clericale: noi non sempre diamo buon esempio. Alcuni debbono dare esempi e non li danno”. Papa Francesco, ancora una volta, parla di “vita sacerdotale” e pronuncia parole severe nei confronti di quei sacerdoti che non si comportano come dovrebbero. “Noi preti – ha aggiunto – qualche volta trattiamo male la gente, facciamo ingiustizie…”. Immancabile anche un riferimento alle “chiacchiere“, che ancora una volta il Pontefice paragona a vere e proprie bombe

“Salvare le famiglie”

Poi il Papa parla della famiglia: “Alcuni di voi siete separati, lo so. I separati soffrono. E io soffro con voi. Ma la vita è venuta così. Almeno che non soffrano i bambini – ha detto il S. Padre – Quando i genitori litigano i bambini soffrono, mai litigare davanti ai bambini, loro non capiscono. Vorrei dirvi con sincerità: quando so che una famiglia vostra è in crisi e i bambini si angosciano è un problema: io soffro, lasciatevi aiutare”. Il Papa ha spiegato di aver voluto che il segretario del Governatorato fosse vescovo “perché avesse questa dimensione pastorale. Per favore – continua Francesco – salvare le famiglie: ci sono problemi di personalità, psicologici, è vero, ma cercate di chiedere aiuto in tempo: bisogna custodire le famiglie”. “La famiglia è il gioiello grande, il matrimonio uomo e donna. E fate figli: sono rimasto contento – ha poi concluso – quando ho visto tanti bambini qui oggi”.

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