“La comunità non ha paura”: impegno cattolico per la legalità

L'obiettivo della mobilitazione è trasformare il dolore e l'indignazione in una testimonianza collettiva di partecipazione comunitaria

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La legalità come missione condivisa della Chiesa calabrese. Circa millecinquecento persone hanno partecipato nell’area industriale tra Vibo Valentia e Vena di Jonadi ad una fiaccolata di solidarietà e protesta contro la violenta escalation criminale che sta colpendo il territorio. La manifestazione, organizzata dalla Parrocchia Gesù Salvatore di Jonadi, ha visto la partecipazione compatta di sindaci con la fascia tricolore, esponenti politici, sindacati, associazioni e centinaia di semplici cittadini. Il corteo ha attraversato i viali del distretto produttivo, cuore economico della provincia recentemente teatro di raid armati. Un momento di forte impatto simbolico si è registrato davanti ai cancelli delle aziende colpite. Sono stati consegnati mazzi di fiori ai titolari delle attività finite nel mirino, trasformando la preghiera in un atto di resistenza civile. “Siamo qui per testimoniare che la comunità non ha paura e non lascia soli i suoi imprenditori”, è il messaggio lanciato durante il percorso, scandito dalla presenza della statua della Madonna portata a spalla.

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Foto di Fathromi Ramdlon da Pixabay

Focus legalità

L’iniziativa giunge in risposta a una sequenza senza precedenti di intimidazioni. Solo negli ultimi mesi, il Vibonese ha registrato una lunga scia di sangue e fuoco. Dagli spari contro l’abitazione del presidente del consiglio comunale Antonio Iannello agli incendi dolosi contro i cantieri della scuola Buccarelli e le auto di professionisti a Vena di Ionadi. La tensione è salita ai livelli di guardia dopo il raid della notte del 4 maggio, quando colpi di fucile sono stati esplosi contro cinque diverse aziende (Metal Sud, Sud ed il Ferro, Colloca Agricola, Agricola Baldo e Kernel), seguito dalle minacce di morte recapitate all’assessore comunale Marco Talarico. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, ha riguardato il danneggiamento a colpi di pistola dell’auto di un parrucchiere, che ha causato danni anche ad alcune abitazioni vicine. “L’obiettivo della mobilitazione – hanno spiegato gli organizzatori – è trasformare il dolore e l’indignazione in una testimonianza collettiva di partecipazione comunitaria, riaffermando la presenza dello Stato e della Chiesa a difesa del tessuto produttivo e della legalità”. 

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