La Chiesa locale: “Liberate i prigionieri politici”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:56

Ancora una volta la Chiesa si schiera dalla parte del popolo. Succede in Nicaragua dove dallo scorso aprile è scoppiata una crisi interna che ha provocato oltre 300 morti finora. Alle proteste della popolazione, il regime sta reagendo violentemente facendo ricorso alla forza dell'esercito e degli squadroni della morte.

La persecuzione contro la Chiesa

Bersaglio delle rappresaglie dei militari e degli attacchi di questi gruppi armati non soltanto i civili, ma anche le stesse gerarchie ecclesiastiche del Paese: i vescovi – tra cui anche il nunzio apostolico – sono stati aggrediti fisicamente, le chiese vandalizzate, i tabernacoli rovesciati e le croci divelte. L'appello alla pace della Chiesa locale e la volontà dei presuli di difendere l'incolumità dei manifestanti in più occasioni non è mai stata perdonata dalle autorità di Managua. Per questo i cattolici stanno vivendo quella che assomiglia sempre più ad una persecuzione.

La messa dei manifestanti

Da quasi un mese non è andata in scena alcuna manifestazione in Nicaragua a causa della repressione del regime. Una messa celebrata nella Cattedrale di Managua è stata l'occasione scelta dagli attivisti “auto-convocati” per scendere di nuovo in piazza contro le politiche del governo. I manifestanti, all'uscita della celebrazione liturgica, hanno gridato ed invocato più volte “giustizia e libertà”. Molti di loro hanno assistito alla cerimonia avvolti tra le bandiere biancoblu del Paese dell'America Centrale. A celebrare, padre Rodolfo Lopez che ha chiesto di pregare per la liberazione dei prigionieri politici e per le loro famiglie.

L'omelia del cardinale

Poco prima era stato il cardinale Leopoldo José Brenes Solórzano, arcivescovo metropolita di Managua, a dire la messa nella Cattedrale. Durante l'omelia, il porporato nicaraguense aveva detto: “Ho detto nell'omelia che il potere è per servire, e non per servirsi né per schiacciare gli altri. Se non abbiamo la persona giusta al potere, si rischia l'abuso e la prepotenza. Gli uomini, a volte, non riescono a capire che il potere viene attribuito per servire”.

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