La Chiesa in prima linea per pacificare il Nord Kivu

La Chiesa e le organizzazioni non governative (ong) si mobilitano per fermare la guerra civile e soccorrere la popolazione nella Repubblica Democratica del Congo destabilizzata dal terrorismo islamista

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Chiesa

Nella Repubblica Democratica del Congo a testimoniare l’impegno della Chiesa sono vescovi locali e figure di missionari in prima linea. Come padre Gaspare Di Vincenzo, missionario comboniano a Butembo. Nella parte orientale dell’ex Zaire. “La popolazione vive in una condizione di insicurezza. Di confusione. Di disagio- afferma il religioso-. In tale situazione, c’è chi riesce a sfruttare più facilmente le ricchezze minerarie locali“.  Un’emergenza confermata da suor Judith Mafue, delle Suore del Buon Pastore. La religiosa opera nella Casa “Mapendo”. In lingua swahili significa “amore”. Accoglie ragazzi abbandonati. Nel Nord Kivu. Uno dei luoghi più pericolosi del mondo. Nella Repubblica Democratica del Congo. Una regione dove i bambini, che non vanno a scuola, si arruolano nelle decine di milizie. O vengono sfruttati nelle miniere a cielo aperto di cobalto e coltan. Chiesa

La Chiesa al servizio degli ultimi

Ponte solidale della Chiesa e le ong per soccorrere la popolazione della Repubblica Democratica del Congo. Il villaggio di Loselose è situato nel Rwenzori. E’ uno dei settori del territorio di Beni, nel Nord Kivu, passato negli ultimi giorni sotto il controllo delle forze armate. Dopo essere stato assediato per alcuni giorni dai ribelli delle Forze per la Difesa della Democrazia (Adf). Si tratta di un gruppo di origine ugandese da decenni impiantato nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Da qualche anno si è dichiarato affiliato allo Stato Islamico. E ha preso il nome di “Madina a Tauheed Wau Mujahedeen” (Mtm). Cioè “la città del monoteismo e dei monoteisti”). Nei combattimenti Loselose sono rimasti uccisi sia soldati regolari sia combattenti Adf, inclusi alcuni arabi. E “sono state recuperate molte armi”, riferisce all’agenzia missionaria vaticana Fides un portavoce dell’esercito.

Carneficina

“Una vera e propria carneficina è stata compiuta a inizio gennaio. Ha causato il massacro di almeno 22 civili, inclusi 6 membri della stessa famiglia. Per non parlare dei danni materiali e dei dispersi” denuncia a Fides il Cepadho. Il “Centro Studi per la promozione della pace, la democrazia e i diritti dell’uomo” è una ong del Nord Kivu. Nell’est della Repubblica Democratica del Congo l’attacco terroristico è stato perpetrato dagli islamisti a Mwenda. Nel territorio del Beni, nella martoriata provincia di Nord Kivu.

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