La Chiesa come “casa sicura per i piccoli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:59

Tantissimi i giornalisti presenti in aula San Giovanni Paolo II di via della Conciliazione per la presentazione del summit sulla “Protezione dei minori nella Chiesa”. Segno del grande interesse che l'incontro convocato da Papa Francesco ha suscitato nei media internazionali. Presso la Sala Stampa della Santa Sede la conferenza, moderata dal direttore ad interim Alessandro Gisotti ha visto gli interventi del Cardinale Blase J. Cupich, Arcivescovo di Chicago, monsignor Charles J. Scicluna, Arcivescovo di Malta e segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede, padre Federico Lombardi, ex “portavoce papale” e attualmente presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, nonchè moderatore del summit su volontà del Santo Padre, padre Hans Zollner, presidente del Centro per la protezione dei Minori della Pontificia Università Gregoriana e suor Bernadette Reis, assistente del direttore Gisotti.

La presentazione

Il direttore ad interim ha voluto mettere in evidenza l'importanza che la comunicazione svolge relativamente al tema del summit, citando il discorso di auguri natalizi alla Curia pronunciato due mesi fa da Papa Francesco.  Gisotti ha detto che occorre l'”impegno di tutti per guardare in faccia questo mostro di cui non dobbiamo avere paura se vogliamo sconfiggerlo” ed ha ringraziato le vittime per il coraggio con cui hanno rotto il silenzio. “La loro sofferenza – ha affermato il direttore – ci chiede di fare il possibile perché la Chiesa sia sempre più una casa accogliente e sicura, specialmente per i più deboli”.

Gli interventi

Il Cardinale Blase J. Cupich, Arcivescovo di Chicago e membro del comitato organizzativo ha fatto riferimento al “coraggio del Papa” nel promuovere l’incontro. La preparazione del summit, ha spiegato il porporato, ha visto i vescovi incontrare le vittime. Monsignor Charles J. Scicluna ha evidenziato che il motivo dell'incontro resta quello di lavorare sulla tutela dei minori per rendere la Chiesa un posto sicuro per i piccoli. L'Arcivescovo di Malta ha spiegato che l'incontro si articolerà su tre punti: “responsibility, accountability and transparency”. Un appello anche agli operatori del settore della comunicazione: “da soli non possiamo farcela; i media aiutino la Chiesa”. Padre Lombardi, a lungo direttore della Sala Stampa della Santa Sede, sarà il moderatore dell'incontro. A lui è toccato il compito di spiegare il programma: i primi tre giorni di lavoro si terranno nell'Aula Nuova del Sinodo e saranno dedicati ai tre punti elencati da monsignor Scicluna; responsibility, accountability and transparency. Da sabato tutta l'assembea si trasferirà nella Sala Regia del Palazzo Apostolico per una liturgia penitenziale. Qui, ha comunicato il gesuita, si svolgerà anche la Santa Messa di domenica mattina.

I lavori

Le giornate di lavoro inizieranno con una preghiera iniziale seguita poi dalla proiezione di un video con la testimonianza di una vittima. E' prevista un' introduzione di Papa Francesco che sarà molto breve, ha spiegato padre Lombardi. I lavori si articoleranno con le relazioni seguite da un momento di confronto, con la possibilità di fare domande ed ottenere risposte. La prima relazione del summit sarà tenuta dal Cardinale Luis Antonio Tagle e sarà incentrata sulla figura del Vescovo. A seguire la relazione di monsignor Scicluna dal titolo “Chiesa come ospedale da campo; assumersi la responsabilità”. Ultimo a parlare sarà invece il Cardinale Gomez. Per i lavori, l'assemblea sarà divisa in 11 gruppi di lavoro che hanno un tempo per loro sia la mattina sia il pomeriggio. Al termine della giornata ci sarà spazio per la testimonianza di una vittima di abusi. Nei giorni seguenti altri relatori saranno i Cardinali Oswald Gracias, Reinhard Marx e Blase J. Cupich. Interverranno anche la dottoressa Linda Ghison, la giornalista Valentina Alazarachi sul tema della trasparenza. Sabato sarà l'occasione della celebrazione di una liturgia penitenziale nella Sala Regia del Palazzo Apostolico alla presenza del Santo Padre. E sempre Papa Francesco terrà il discorso conclusivo al termine della Messa di domenica mattina concelebrata dai Vescovi partecipanti. 

Chi ci sarà

Saranno 190 coloro i quali parteciperanno ai lavori, di cui 114 presidenti delle Conferenza Episcopali. A questi vanno aggiunti i capi delle chiese orientali cattoliche, 15 Vescovi che non sono a capo di Conferenze Episcopali specifiche ma rappresentanti di un particolare territorio, 12 religiosi e 10 religiose, i capi dei Dicasteri attinenti col tema, i membri del C6 e i relatori. Saranno 11 i gruppi di lavoro composti da 18 persone e con un moderatore e un relatore già individuati. Il Comitato organizzativo, ha spiegato in conferenza padre Lombardi, ha deciso di riunirsi prima dell’incontro con un gruppo di rappresentanti di vittime provenienti da diversi Paesi, per ascoltare le loro opinioni. Sarà mantenuto l'anonimato sul luogo e l'orario dell'incontro per garantire serenità ai partecipanti.

 

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