La battaglia del “piccolo esercito” di cristiani

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Drappelli di soldati cristiani ingrossano le fila di un “piccolo esercito”. Non hanno elmi, spade affilate e scudi, ma idee con le quali combattono in ogni ambito della società la chimera del relativismo etico. Hanno fatto quadrato intorno al Family Day nel corso degli oceanici raduni di piazza San Giovanni, nel 2015, e del Circo Massimo, nel 2016. A ognuno di loro è assegnata una posizione: c’è chi difende i principi non negoziabili nella ruvida mischia delle aule parlamentari; chi sperimentando l’importanza dell’associazionismo; chi si fa promotore di valori impugnando idealmente una penna.

La conferenza

Esponente di spicco di quest’ultima categoria è Costanza Miriano, che oltre ad essere madre e giornalista, è una scrittrice proficua ed impegnata. La sua ultima fatica editoriale – sulla scia dei successi Sposati e sii sottomessa (2011), Sposala e muori per lei (2013), Obbedire è meglio (2015) e Quando eravamo femmine (2016) – si chiama, giustappunto, Diario di un soldato semplice. Dio ama vincere con un piccolo esercito (anch'esso edito da Sonzogno), raccolta di pezzi usciti sul suo blog con l'aggiunta di qualche pagina. È stato presentato ieri pomeriggio alla Camera su iniziativa dell’on. Antonio Palmieri di Forza Italia (che ha esaltato “l'approccio di ragionevolezza del libro”) e dell’Intergruppo Parlamentare “Famiglia e Vita”. Un’occasione per fare il punto sulle battaglie che attendono questo “piccolo esercito” nei luoghi in cui i suoi soldati sono chiamati ad essere presenti.

Partito dei cattolici o forza sociale?

Alla conferenza ha partecipato, in una sorta di veste da generale, anche Massimo Gandolfini, presidente del Family Day. Egli ha indicato l’obiettivo della battaglia: “Non si tratta di fare uno Stato confessionale, ma esistono valori etici che sono alla base di ogni Stato”, in quanto rappresentano “i capisaldi della società civile”. È proprio quando l’attacco a questi valori si è fatto più incessante, durante la scorsa legislatura, foriera della legge sulle unioni civili e sul fine vita, che “il piccolo esercito” si è mobilitato. C'è chi propone di convogliare tali energie in un “partito dei cattolici”, tornato in auge negli ultimi giorni sulla scorta di indiscrezioni giornalistiche. Una simile ipotesi per il presidente del Family Day appare tuttavia velleitaria, in quanto è prioritario costituire una forza che sappia riportare nel dibattito pubblico i principi non negoziabili. Temi, questi, cari ad Alessandro Pagano (Lega) e Carolina Varchi (Fratelli d’Italia), gli altri due esponenti dell’Intergruppo parlamentare “Famiglia e Vita” presenti alla conferenza (breve apparizione anche del leghista Simone Pillon e del forzista Lucio Malan). Se Varchi ha ricordato l’impegno del suo partito con il ddl che bandisce a livello universale l’utero in affitto, Pagano ha spiegato che “non essere omologati al pensiero dominante comporta delle difficoltà”, ma alla fine “dà frutto”.

Il coraggio dei soldati

Frutti testimoniati dal successo riscosso dalla Miriano, la quale, da esperta comunicatrice, rivendica l’importanza di predicare certi valori in modo diretto e non lesina una critica ai preti “accomodanti” con il mondo. “È come se talvolta alcuni esponenti della Chiesa si vergognassero di Cristo – afferma -. Cercano un linguaggio che si presume essere accattivante. Ma la Chiesa deve avere il coraggio di essere originale, parla di vita eterna…”. A tal proposito la scrittrice ha mutuato il console Marco Porcio Catone, che dice Rem tene, verba sequentur (Possiedi i fatti, le parole seguiranno). Fatti, appunto, che sono quelli che si chiedono alla politica. La Miriano ha sottolineato che si è consumato “uno scollamento tra popolo e politica” perché quest’ultima si è occupata di diritti civili che interessano soltanto una ristretta cerchia di persone e “non incidono nella carne viva della gente”. Di qui il suo appello ai parlamentari: “Fatevi coraggio, perché lo scollamento è talmente forte che se fate delle misure coraggiose, la gente ve lo riconoscerà”. Coraggio, d'altronde, che è il denominatore comune di ogni soldato, qual che sia la posizione assegnatagli: lo scranno di un parlamento, la piazza o la scrivania.


Da sx a dx: Pagano, Gandolfini, Miriano, Ruiu, Varchi, Palmieri

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