IL SANTO PADRE ALLA MESSA PER PADRE HAMEL: “UCCIDERE IN NOME DI DIO E’ SATANICO”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:55

“I cristiani che oggi soffrono, sia nel carcere o con la morte o con le torture per non rinnegare Gesù Cristo fanno vedere la crudeltà di questa persecuzione. E questa crudeltà che chiede l’apostasia, diciamo la parola, è satanica. E quanto piacerebbe che tutte le confessioni religiose dicessero: uccidere in nome dio Dio è satanico”. Con queste parole Papa Francesco ha aperto la Messa celebrata a Casa Santa Marta, dedicata a Padre Jacques Hamel, il sacerdote francese ucciso il 26 luglio scorso, e a tutta la comunità di Rouen.

“I primi cristiani hanno fatto la confessione di Gesù Cristo pagando con la loro vita – ha continuato il Pontefice -. Ai primi cristiani era proposta l’apostasia, cioè ‘dite che il nostro Dio è il vero non il vostro. Fate un sacrificio al nostro Dio o ai nostri dei’. E quando non facevano questo, quando rifiutavano l’apostasia venivano uccisi”. Questa storia, ha precisato Bergoglio, ” si ripete fino a oggi. E oggi nella chiesa ci sono più martiri cristiani dei tempi primi”.

“Oggi – ha aggiunto il Papa – ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati, perché non rinnegano Gesù Cristo. In questa storia arriviamo al nostro ‘pere Jacques’ – ha quindi commentato Bergoglio -. Lui fa parte di questa catena di martiri. I cristiani che oggi soffrono sia nel carcere o con la morte o con le torture per non rinnegare Gesù Cristo fanno vedere proprio la crudeltà di questa persecuzione. E questa crudeltà che chiede l’apostasia, diciamo la parola, è satanica”.

Il Pontefice ha poi spiegato che padre Jacque Hamel “è stato sgozzato nella croce, proprio mentre celebrava il sacrificio della croce di Cristo. Uomo buono, mite, di fratellanza, che sempre cercava di fare la pace. E’ stato assassinato come se fosse un criminale. Questo è il filo satanico della persecuzione”. “Ma c’è una cosa in quest’uomo che ha accettato il suo martirio, lì col martirio di Cristo, all’altare, una cosa che mi fa pensare tanto – ha osservato Bergoglio -. In mezzo al momento difficile che viveva, in mezzo anche a questa tragedia che lui vedeva venire, un uomo mite, un uomo buono, un uomo che faceva fratellanza, non ha perso la lucidità di accusare e dire chiaramente il nome dell’assassino. E ha detto chiaramente Vattene Satana!'”. “Ha dato la vita per noi – ha continuato Bergoglio -, ha dato la vita per non rinnegare Gesù. Ha dato la vita nello stesso sacrificio di Gesù sull’altare. E da lì ha accusato l’autore della persecuzione. ‘Vattena Satana!'”.

“E questo esempio di coraggio – ha concluso il Papa -, ma anche il martirio della propria vita, di svuotare se stesso per aiutare gli altri, di fare fratellanza per gli uomini ci aiuti tutti noi ad andare avanti senza paura. Che lui dal cielo, perché dobbiamo pregarlo, eh, è un martire, e i martiri sono beati, eh, dobbiamo pregarlo, che ci dia la mitezza, la fratellanza, la pace. E anche il coraggio di dire la verità: uccidere in nome di Dio è satanico”.

 

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