IL PONTEFICE CANONIZZA 4 SUORE: “INDICANO DA OGGI LA VIA DEL CIELO”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:38

Il Papa in Piazza S.Pietro, durante la Messa nella Solennità dell’Ascensione, ha proclamato quattro nuove sante: la religiosa francese Giovanna Emilia De Villeneuve, le due suore palestinesi Maria Alfonsina Danil Ghattas e Maria di Gesù Crocifisso e la religiosa napoletana Maria Cristina Brando. Davanti a migliaia di fedeli il Papa ha sottolineato come l’esempio luminoso dei santi “interpella” tutti ad essere testimoni di Cristo. Sono arrivati dal Medio Oriente oltre duemila cristiani tra cui anche il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, e il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal.

“Rimanere in Dio e nel suo amore, per annunciare con la parola e con la vita la risurrezione di Gesù, testimoniando l’unità fra di noi e la carità verso tutti. Questo hanno fatto le quattro sante oggi proclamate” così il Papa in uno dei primi passaggi della sua omelia. “A imitazione degli Apostoli, infatti, ogni discepolo di Cristo è chiamato a diventare testimone della sua Risurrezione, soprattutto in quegli ambienti umani dove più forte è l’oblio di Dio e lo smarrimento dell’uomo”.”Gli Apostoli hanno fatto l’esperienza diretta e stupenda della Risurrezione; sono testimoni oculari di tale evento. Grazie alla loro autorevole testimonianza, in molti hanno creduto; e dalla fede nel Cristo risorto sono nate e nascono continuamente le comunità cristiane”. “Anche noi oggi – ha aggiunto – fondiamo la nostra fede nel Signore risorto sulla testimonianza degli Apostoli giunta fino a noi mediante la missione della Chiesa”.

Il Santo Padre ha poi tracciato lo splendore della testimonianza delle sante, indicando il loro legame con Cristo e l’esperienza diretta della Risurrezione che hanno avuto il dono di vivere: “Suor Giovanna Emilia de Villeneuve, che ha consacrato la sua vita a Dio e ai poveri, ai malati, ai carcerati, agli sfruttati, diventando per essi e per tutti segno concreto dell’amore misericordioso del Signore; suor Maria Cristina Brando, che dall’incontro cuore a cuore con Gesù risorto presente nell’Eucaristia, riceveva la forza per sopportare le sofferenze e donarsi come pane spezzato a tante persone lontane da Dio e affamate di amore autentico”. E ancora: “Suor Maria Baouardy che, umile e illetterata, seppe dare consigli e spiegazioni teologiche con estrema chiarezza, frutto del dialogo continuo con lo Spirito Santo. La docilità allo Spirito l’ha resa anche strumento di incontro e di comunione con il mondo musulmano” ha sottolineato Francesco. “Così pure suor Maria Alfonsina Danil Ghattas ha ben compreso che cosa significa irradiare l’amore di Dio nell’apostolato, diventando testimone di mitezza e di unità: ci offre un chiaro esempio di quanto sia importante renderci gli uni responsabili degli altri, di vivere l’uno al servizio dell’altro”.

Perchè “la missione di annunciare Cristo risorto – ha detto il Papa – non è un compito individuale: è da vivere in modo comunitario”. L’unità deve accompagnarsi alla carità e il Papa ha rilevato “quanto sia importate renderci gli uni responsabili degli altri”. E ancora, parlando degli apostoli e complessivamente della Chiesa, ha sottolineato: “non si tratta di assumere una carica, ma un servizio”. Parole che senza dubbio sottolineano l’impegno della Chiesa Cattolica nell’ecumenismo: “Un aspetto essenziale della testimonianza da rendere al Signore risorto è l’unità tra di noi, suoi discepoli, ad immagine di quella che sussiste tra Lui e il Padre”.

Al termine della celebrazione Papa Francesco si è rivolto a Maria con il “Regina Coeli” e ha salutato tutti i fedeli presenti, tra cui le Delegazioni ufficiali di Palestina, Francia, Italia, Israele, Giordania. Prima di congedarsi ha anche invitato a pregare per il popolo del Burundi, che sta vivendo un momento delicato: “Il Signore aiuti tutti a fuggire la violenza e ad agire responsabilmente per il bene del Paese” senza dimenticare di chiedere preghiere per lui e augurando a tutti “buon pranzo”.

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