“Il pellegrinaggio segno di accoglienza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:46

E' stata presentata oggi la 40^ edizione del pellegrinaggio Macerata-Loreto che si svolgerà sabato. “Nonostante quello che qualcuno ha provato a dire, Macerata rimane una città accogliente e il pellegrinaggio è un segno concreto di questa disponibilità” ha detto il vescovo Nazzareno Marconi alludendo ai tragici fatti di febbraio, con l'omicidio di Pamela Mastropietro e la successiva tentata strage di Luca Traini. Il pellegrinaggio, ha aggiunto il vescovo, “è una sfida per la diocesi, perché rappresenta non solo un evento ma un momento all’interno di un cammino in cui, ogni anno, abbiamo l’opportunità di incontrare migliaia di persone che portano con sé una vera testimonianza di fede“. Un cammino notturno che secondo mons. Marconi è una metafora del nostro Paese: “Nell’esperienza del pellegrinaggio si cammina verso l’alba e credo che in tanti, in Italia, stiamo cercando i 'segni' di un nuovo giorno che inizia dopo una nottata che si prolunga e la cui fine, ce lo auguriamo, non sia lontana”.

Anche il sindaco Romano Carancini ha fatto riferimento alla bruttissima pagina di cronaca dei mesi scorsi: “Questo per Macerata è un periodo particolare e, sebbene ci siano state stagioni contraddistinte da maggiore spensieratezza, desideriamo accogliere i partecipanti al pellegrinaggio con il sorriso, ritrovandoci insieme, se possibile ancor più numerosi rispetto al passato. La nostra città ha bisogno di una riflessione seria e questa è l’occasione giusta per condividerla, passo dopo passo”.

Il presidente del Comitato organizzatore, Ermanno Calzolaio, ha spiegato che il pellegrinaggio “non conosce la crisi religiosa del nostro tempo ma, al contrario, continua ad attirare sempre più persone”. Altro che crisi: quest'anno arriveranno gruppi non solo da tutta Italia, isole comprese, e dall'Europa ma anche da Kenya, India e Brasile. “Il pellegrinaggio si àncora alla natura del cristianesimo – ha aggiunto – e rappresenta tuttora un fatto che intercetta il desiderio religioso profondo e presente dell’uomo. Non vivremo, infatti, la semplice riproposizione di un gesto devozionale e abbiamo raccolto diverse testimonianze cariche di significato da parte degli adolescenti a cui ci rivolgiamo, seguendo quella domanda, 'Che cercate?', che costituisce il cuore del cammino di quest’anno”.

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