Il Papa: verso il Natale al fianco degli ultimi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:27

Uno scroscio di applausi rompe il silenzio solenne della celebrazione eucaristica per la Comunità Filippina Cattolica di Roma a San Pietro, quando Papa Francesco pronuncia la parola Simbang-Gabi (Messa della notte): una pratica devozionale filippina che prevede la Messa all'alba nella novena che predere il Natale: “Negli ultimi decenni, grazie ai migranti filippini, tale devozione ha superato i confini nazionali ed è approdata in tanti altri Paesi. Da anni si celebra Simbang-Gabi anche nella diocesi di Roma, e oggi la celebriamo insieme qui, nella Basilica di San Pietro” ricorda il Pontefice nell'Omelia.

La Santa Messa presieduta da Papa Francesco nella Basilicia di San Pietro, 15 dicembre 2019 – Foto © Vatican Media

 

La tenerezza verso gli ultimi

È una Messa dedicata a un popolo fatto specialmente dagli “ultimi”, che poi sono i prediletti di Dio: “La salvezza è offerta a tutti – sottolinea il Papa – ma il Signore manifesta una tenerezza speciale per i più vulnerabili, i più fragili, i più poveri del suo popolo […]. Dalle parole del Salmo Responsoriale apprendiamo che ci sono altri vulnerabili che meritano uno sguardo d'amore speciale da parte di Dio: sono gli oppressi, gli affamati, i prigionieri, i forestieri, gli orfani e le vedove (Sal 145,7-9). Sono gli abitanti delle periferie esistenziali di ieri e di oggi”. Sono queste periferie che rendono concreto l'amore salvifico di Dio, che – sottolinea il Papa – non viene con annunci eclatanti ma con manifestazioni di quella medesima tenerezza: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. Questi sono i segni che accompagnano la realizzazione del Regno di Dio. Non squilli di tromba o trionfi militari, non giudizi e condanne dei peccatori, ma liberazione dal male e annuncio di misericordia e di pace”.

Un popolo vulnerabile

La celebrazione eucaristica cade nello stesso giorno in cui nelle Filippine si piange la morte di almeno quattro persone che hanno perso la vita nel violento sisma che ha colpito il sud del Paese. Nella città di Mantanao ah perso la vita un bambino di sei anni, mentre altre vittime sono state sepolte dalle macerie. Ad annunciarlo è stato il ottosegretario Renato Solidum all'emittente radiofonica Super Radyo dzBB. L'epicentro del sisma è stato rilevato nella provincia di Davao del Sur a una profondità di circa 28,2 km; una seconda scossa, invece, è stata localizzata ad circa una decina di km leggermente più a sud. Il sisma ha provocato diversi danni a cose e persone, causando il crollo di una palazzina di tre piani.

L'appello a un popolo di migranti

È a migranti filippini che si rivolge il Papa: “A voi, cari fratelli e sorelle, che avete lasciato la vostra terra alla ricerca di un futuro migliore” perché incrementino le opportunità di incontro “per condividere la vostra ricchezza culturale e spirituale, lasciandovi nello stesso tempo arricchire dalle esperienze altrui. Siamo tutti invitati a costruire assieme quella comunione nella diversità che costituisce un tratto distintivo del Regno di Dio, inaugurato da Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo. Siamo tutti chiamati a praticare assieme la carità verso gli abitanti delle periferie esistenziali, mettendo a servizio i nostri doni diversi, così da rinnovare i segni della presenza del Regno. Siamo tutti chiamati ad annunciareassieme il Vangelo, la Buona Novella di salvezza, in tutte le lingue, così da raggiungere più persone possibile” ha ribadito il Pontefice

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