Il Papa sui muri anti-migranti: “La paura rende pazzi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:00

E' iniziato ufficialmente il viaggio di Papa Francesco a Panama, dove parteciperà alla XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù. Il volo con a bordo il Pontefice è decollato alle 09.45 dall'aeroporto di Fiumicino. Prima di raggiungere in auto lo scalo aereo, il Santo Padre ha salutato a Santa Marta 8 giovani profughi di diverse nazioni accolti al Centro “Pedro Arrupe” di Roma. Tagikistan, Egitto, Salvador, Venezuela, sono i Paesi di origine dei giovani “che hanno aspettato il Pontefice, per stringergli la mano, parlagli di loro e delle loro famiglie lontane”, riferisce il centro Astalli. I ragazzi hanno tra i 13 e i 17 anni, molti di loro frequentano le scuole medie e superiori di Roma, altri stanno facendo le loro prima esperienze lavorative e formative nella ristorazione e nell'industria meccanica. 

La conferenza stampa in aereo

Il filo rosso dell'immigrazione ha continuato ad attraversare il viaggio del Papa anche durante il volo. Nella ormai consueta conferenza stampa con i giornalisti al suo seguito, Francesco ha lanciato una frecciata al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Un inviato Rai ha chiesto un parere al Vescovo di Roma sul fatto che i muri perfermare i migranti a Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti, arrivino fin dentro l'oceano: “È la paura che ci rende pazzi“, il commento del Pontefice. Che ha poi ha aggiunto: “Leggete l'editoriale dell'Osservatore Romano che si intitola I muri della paura“. Dopo di che una giornalista spagnola ha mostrato a Francesco la vignetta di Makkox pubblicata recentemente dal Foglio sul piccolo naufrago con la pagella in tasca. Il Papa ha avuto un momento di commozione e ha quindi chiesto ai suoi assistenti di conservargliela: “Tenetemela, ne voglio parlare durante la conferenza stampa di ritorno”, la sua promessa.

I viaggi futuri

Il colloquio con i giornalisti è stata occasione per il Papa anche di parlare dei suoi prossimi viaggi. Egli ha confermato che andrà in Giappone a novembre 2019 (a una inviata nipponica ha detto “Preparati”) ed ha confidato che gli piacerebbe andare in Iraq ma “alcuni mi dicono che è troppo pericoloso”.

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