Il Papa: “Prego per le giovani vittime di Corinaldo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:51

Assicuro un ricordo nella mia preghiera per i ragazzi e la mamma che sono morti questa notte in una discoteca a Corinaldo, vicino ad Ancona, come pure per i numerosi feriti. Chiedo per tutti l’intercessione della Madonna”. Papa Francesco ricorda così, al termine dell'Angelus, le giovanissime vittime della tragedia avvenuta nel locale marchigiano, poco prima del concerto del trapper Sferaebbasta. Un dramma che ha sconvolto il giorno della ricorrenza dell'Immacolata Concezione, alla quale il Santo Padre ha dedicato la sua riflessione in Piazza San Pietro: “La Parola di Dio oggi ci presenta un’alternativa. Nella prima Lettura c’è l’uomo che alle origini dice no a Dio. Nel Vangelo c’è Maria che all’annunciazione dice sì a Dio. In entrambe le Letture è Dio che cerca l’uomo”. E, in questo processo di fede, “eccomi è la parola-chiave della vita. Segna il passaggio da una vita orizzontale, centrata su di sé e sui propri bisogni, a una vita verticale, slanciata verso Dio. Eccomi è essere disponibili al Signore, è la cura per l’egoismo, l’antidoto a una vita insoddisfatta, a cui manca sempre qualcosa”.

“Dio desidera la fiducia dei figli”

Dire “eccomi” significa porre un “rimedio contro l’invecchiamento del peccato, è la terapia per restare giovani dentro. Eccomi è credere che Dio conta più del mio io. E' scegliere di scommettere sul Signore, docili alle sue sorprese. Perciò dirgli eccomi è la lode più grande che possiamo offrirgli. Perché non iniziare così le giornate?”. E Maria aggiunge: “Avvenga per me secondo la tua parola… Non dice: 'avvenga secondo me', ma 'secondo Te'. Non pone limiti a Dio…. Vive fidandosi di Dio in tutto e per tutto. Ecco il segreto della vita. Può tutto chi si fida di Dio in tutto. Dio, ha spiegato il Pontefice, “è Padre, il più tenero dei padri, e desidera la fiducia dei figli. Quante volte invece sospettiamo di Lui, pensiamo che possa mandarci qualche prova, privarci della libertà, abbandonarci. Ma questo è un grande inganno, è la tentazione delle origini, la tentazione del diavolo: insinuare la sfiducia in Dio. Maria vince questa prima tentazione col suo eccomi”.

Col Signore tutto andrà bene

Questo, avverte il Santo Padre, “non vuol dire che per lei la vita sia stata facile. Stare con Dio non risolve magicamente i problemi… L’angelo lascia la Vergine sola in una situazione difficile. Lei conosceva in che modo particolare sarebbe diventata Madre di Dio, ma l’angelo non l’aveva spiegato agli altri”. I problemi iniziarono subito: “Pensiamo alla situazione irregolare secondo la legge, al tormento di san Giuseppe, ai piani di vita saltati, a che cosa avrebbe detto la gente… Ma Maria mette la fiducia in Dio davanti ai problemi. È lasciata dall’angelo, ma crede che con lei, in lei, è rimasto Dio. E si fida. È certa che col Signore, anche se in modo inatteso, tutto andrà bene. Ecco l’atteggiamento sapiente: non vivere dipendendo dai problemi ma fidandosi di Dio e affidandosi ogni giorno a Lui”.

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