Il Papa: “Non riduciamo il Vangelo a un fatto sociale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:46

Mentre il Sinodo dei giovani arriva al suo terzo giorno di lavori, Papa Francesco ha celebrato la consueta messa nella cappella di Casa Santa Marta. Nel commento al Vangelo di oggi, il Santo Padre ha affrontato l'episodio del rimprovero di Gesù  ai tre villaggi dell'alta Galilea – Corazìn, Betsàida e Cafàrnao – per la loro mancata conversione nonostante i miracoli.

L'omelia

Papa Francesco ha messo in guardia dal pericolo di una fede superficiale: “Spesso – ha detto il Papa – riduciamo il Vangelo a un fatto sociale, sociologico, e non a un rapporto personale con Gesù. Gesù parla a me, parla a te, parla a ognuno di noi. La predica di Gesù è per ognuno di noi. Come mai quei pagani che, appena sentono la predica di Gesù, vanno con lui, e io che sono nato, sono nata, qui, in una società cristiana, mi abituo, e il cristianesimo è come fosse un’abitudine sociale, una veste che ho indosso e poi la lascio? E Gesù piange, su ognuno di noi quando noi viviamo il cristianesimo formalmente, non realmente”. La fede, ha detto il Papa, non deve diventare un'abitudine.

No ai cristiani ipocriti

Ancora una volta il Santo Padre ha esortato i cristiani a non essere ipocriti: “C’è l’ipocrisia dei peccatori, ma l’ipocrisia dei giusti è la paura all’amore di Gesù, la paura di lasciarsi amare. E in realtà, quando noi facciamo questo, cerchiamo di gestire noi il rapporto con Gesù. “Sì, io vado alla Messa ma tu fermati nella Chiesa che io poi vado a casa”.

Gesù nel nostro cuore

Il brano del Vangelo di San Luca – secondo il Papa – ci ricorda che oggi “può essere per noi una giornata di esame di coscienza, con questo ritornello: guai a te, perché ti ho dato tanto, ho dato me stesso, ti ho scelto per essere cristiano, essere cristiana, e tu preferisci una vita a metà e metà, una vita superficiale: un po’ sì di cristianesimo e acqua benedetta ma niente di più. In realtà, quando si vive questa ipocrisia cristiana, quello che noi facciamo è cacciare via Gesù dal nostro cuore. Facciamo finta di averlo, ma lo abbiamo cacciato via. Siamo cristiani, fieri di essere cristiani, ma viviamo come pagani”.

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