Il Papa: “Nel fallimento coniugale, la Chiesa testimoni l'amore”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:27

Nel progetto originario del Creatore, non c’è l’uomo che sposa una donna e, se le cose non vanno, la ripudia. No. Ci sono invece l’uomo e la donna chiamati a riconoscersi, a completarsi, ad aiutarsi a vicenda nel matrimonio”. E' sull'importanza del sacramento matrimoniale che Papa Francesco incentra l'Angelus domenicale, commentando il passo evangelico nel quale Gesù si confronta con una provocazione dei farisei che gli chiedono “se sia lecito a un marito ripudiare la propria moglie, così come prevedeva la legge di Mosè. Gesù anzitutto, con la sapienza e l’autorità che gli vengono dal Padre, ridimensiona la prescrizione mosaica dicendo: 'Per la durezza del vostro cuore egli – cioè l’antico legislatore – scrisse per voi questa norma'. Si tratta cioè di una concessione che serve a tamponare le falle prodotte dal nostro egoismo, ma non corrisponde all’intenzione originaria del Creatore”.

Il disegno di Dio

Citando il Libro della Genesi, nel passo in cui le Scritture parlano della creazione dell'uomo che “lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”, Papa Francesco sottolinea come il completamento reciproco dei due sposi nel matrimonio sia un insegnamento chiaro di Gesù che “difende la dignità del matrimonio, come unione di amore che implica la fedeltà. Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio – ha spiegato ancora il Santo Padre – è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia di Cristo. Se invece prevale nei coniugi l’interesse individuale, la propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere”. Nello stesso passo evangelico, viene ricordato che “l’uomo e la donna, chiamati a vivere l’esperienza della relazione e dell’amore, possono dolorosamente porre gesti che la mettono in crisi. Gesù non ammette tutto ciò che può portare al naufragio della relazione. Lo fa per confermare il disegno di Dio, in cui spiccano la forza e la bellezza della relazione umana”.

Una presenza di amore

La Chiesa, ha detto il Pontefice, “da una parte non si stanca di confermare la bellezza della famiglia come ci è stata consegnata dalla Scrittura e dalla Tradizione; nello stesso tempo, si sforza di far sentire concretamente la sua vicinanza materna a quanti vivono l’esperienza di relazioni infrante o portate avanti in maniera sofferta e faticosa”. Alla luce di questo, “il modo di agire di Dio stesso con il suo popolo infedele – cioè con noi – ci insegna che l’amore ferito può essere sanato da Dio attraverso la misericordia e il perdono. Perciò alla Chiesa, in queste situazioni, non è chiesta subito e solo la condanna. Al contrario – ha concluso Papa Francesco -, di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali, essa si sente chiamata a vivere la sua presenza di amore, di carità e di misericordia, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti”.

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