Il Papa: “Liberiamo il cuore dalle malvagità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:59

In udienza generale a piazza San Pietro Papa Francesco ha commentato l'ultimo comandamento. “Queste – ha spiegato il Pontefice – non sono solo le ultime parole del testo ma molto di più; sono il compimento del viaggio attraverso il Decalogo toccando il cuore di tutto quello che in esso è consegnato”. “A ben vedere – ha detto il Papa – non aggiungono un nuovo contenuto. Le indicazioni 'non desiderare' sono latenti nei comandi su adulterio e furto“. 

I desideri malvagi all'origine dei peccati

Francesco ha riflettuto sulla loro funzione: “Tutti i comandamenti hanno il compito di indicare il confine della vita, il limite oltre il quale l'uomo distrugge se stesso e il prossimo guastando il suo rapporto con Dio”. “Attraverso quest'ultima parola – ha insistito Bergoglio – viene messo in risalto che la radice comune dei peccati sono i desideri malvagi“. Qual è l'origine? Il Papa ha detto: “Tutti i peccati nascono da un desiderio malvagio. Incomincia a muoversi il cuore e uno entra in quell'onda e finisce in una trasgressione. Una trasgressione che ferisce se stesso e gli altri”. Francesco si è richiamato alla Parola di Dio: “Nel Vangelo il Signore lo dice esplicitamente; dal cuore degli uomini escono i propositi del male“.

Le radici del male

Il Santo Padre ne ha menzionato una lista: “Impurità, furti, omicidi, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, stoltezza“. “Un bell'elenco”, ha scherzato il Santo Padre ripetendolo una seconda volta perchè “fa bene ascoltare queste radici del male”. Da dove nascono tutte queste cose brutte? “Il Decalogo – ha detto il Papa – si mostra profondo su questo aspetto. Il punto di arrivo di questo viaggio è il cuore; se il cuore non è liberato il resto serve a poco”. Da qui, l'invito ai fedeli: “Questa è la sfida; liberare il cuore da tutte queste cose malvagie e brutte”.

La santa umiliazione

Un nuovo affondo poi ai cristiani ipocriti: “I precetti di Dio possono ridursi ad essere solo la bella facciata di un'esistenza da schiavi e non da figli. Dietro la maschera fariseica della correttezza asfissiante si nasconde qualcosa di brutto e non risolto”. “Dobbiamo – ha continuato il Papa – lasciarci smascherare da questi comandi sul desiderio perchè ci mostrano la nostra povertà che conduce ad una santa umiliazione”. Un compito che fa bene e crea benefici: “L'uomo ha bisogno di questa benedetta umiliazione; quella per cui scopre di non potersi liberare da solo e grida a dio per essere salvato”. Bisogna affidarsi allo Spirito Santo che, ha detto il Papa, è “il maestro che ci guida“. Quindi, “lasciamoci aiutare, siamo mendicanti, chiediamo questa grazia”. 

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