Il Papa: “La Chiesa non cresce per proselitismo, ma con la testimonianza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30

La Chiesa non cresce per proselitismo ma per l'attrazione, cioè con la testimonianza. E' quanto ha affermato Papa Francesco, citando il suo predecessore il Papa emerito Benedetto XVI, durante l'Angelus in piazza San Pietro. Il Pontefice ha spiegato che Gesù “è libero, non è limitato da alcun confine o da alcun recinto” sottolineando che “vuole educare anche noi a questa libertà interiore” e invitando tutti a superare le chiusure nella Chiesa. 

Papa Francesco ha chiesto di superare “categorie di 'amico/nemico', 'noi/loro', 'chi è dentro/chi è fuori', 'mio/tuo' e andare oltre ad aprire il cuore per poter riconoscere la sua presenza e l'azione di Dio anche in ambiti insoliti e imprevedibili e in persone che non fanno parte della nostra cerchia. Si tratta di essere attenti più alla genuinità del bene, del bello e del vero ch viene compiuto, che non al nome e alla provenienza di chi lo compie”. Papa Francesco ha esortato a “esaminare noi stessi” invece che giudicare gli altri, tagliando “senza compromessi tutto ciò che può scandalizzare le persone più deboli nella fede. 

Seguire l'esempio del sacerdote beato di Marsiglia

Durante l'Angelus in piazza San Pietro, Papa Francesco ha ricordato che oggi a Marsiglia viene proclamato beato Jean-Baptiste Fouque, un sacerdoto diocesano che rimase vice-parroco per tutta la vita. Il Pontefice ha sottolineato che si tratta di un “bell'esempio per gli arrampicatori”. “Vissuto tra Otto e Novecento, promosse numerose opere assistenziali e sociali in favore di giovani, anziani, poveri e ammalati – ha spiegato Bergoglio – L'esempio e l'intercessione di questo apostolo della carità ci sostengano nell'impegno di accoglienza e condivisione con le persone più deboli e svantaggiate”.

La preghiera per l'Indonesia

Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni dell'isola di Sulawesi, in Indonesia, colpita da un forte maremoto. Prego per i defunti, purtroppo numerosi, per i feriti e per quanti hanno perso la casa e il lavoro – ha detto il Pontefice all'Angelus – Il Signore li consoli e sostenga gli sforzi di quanti si stanno impegnando a portare soccorso. Preghiamo insieme per i nostri fratelli dell'isola di Sulawesi”. 

 

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