Il Papa: “Il lavoro sia coerente con la fede”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:41

Nel Vangelo di Luca di oggi troviamo Maria e Marta, sorelle di Lazzaro. Il brano in cui Gesù viene accolto nella casa del villaggio e rimprovera una delle due perchè impegnata nelle faccende domestiche, è al centro dell'omelia di Papa Francesco.

L'omelia

Bergoglio ha celebrato la consueta messa mattutina a Santa Marta ed ha spiegato così il Vangelo odierno: “Sono due sorelle che, con il loro modo di agire ci insegnano come deve andare avanti la vita del cristiano“. Ritornando su un argomento affrontato già ieri, Francesco ha detto: “Ci sono tanti cristiani che vanno, sì, la domenica a Messa, ma poi sono indaffarati, sempre. Non hanno tempo né per i figli, neppure per giocare con i figli; è brutto, questo“. Secondo il Ponefice, questo atteggiamento fa di loro dei “cultori di quella religione che è l’indaffaratismo; sono del gruppo degli indaffaratisti, che sempre stanno facendo”. Il Santo Padre li ha incoraggiati a concentrarsi solo sul Signore: “Ma fermati, guarda il Signore, prendi il Vangelo, ascolta la Parola, apri il tuo cuore“. Riconosce che queste persone fanno del bene “ma – ha sottolineato il Papa – non del bene cristiano; un bene umano. A questi manca la contemplazione. A Marta mancava quello”.

San Paolo come modello da seguire

A quest'ultimo modello si oppone quello di Maria, l'altra protagonista del brano: “”guardava il Signore perché le toccava il cuore e da lì, dall’ispirazione del Signore, è da dove viene il lavoro che si deve svolgere dopo”. Un altro esempio è quello di San Paolo che, una volta scelto da Dio, “non è andato a predicare subito”, ha detto il Papa, ma “se n'è andato a pregare, a contemplare il mistero di Gesù Cristo che gli era stato rivelato“. Per il Pontefice, l'apostolo è la prova di cosa possa significare essere innamorati di Dio: “Ogni cosa che faceva Paolo la faceva con questo spirito di contemplazione, di guardare il Signore. Era il Signore che parlava dal suo cuore, perché Paolo era un innamorato del Signore. E questa è la parola-chiave per non sbagliare: innamorati. Noi, per sapere da quale parte stiamo, se esageriamo perché andiamo in una contemplazione troppo astratta, anche gnostica, o se siamo troppo indaffarati, dobbiamo farci la domanda; 'Sono innamorato del Signore?”.

Piccola disavventura

Il Santo Padre ha concluso la sua omelia con un'esortazione alla contemplazione e a riflettere se il lavoro che facciamo “sembra un’alienazione” oppure è “coerente alla fede” come “un servizio che viene dal Vangelo”. Nel tragitto di ritorno verso la sua residenza, Papa Francesco è stato protagonista di una piccola disavventura che Greg Burke, portavoce della Santa Sede, ha raccontato in conferenza stampa: il Pontefice, infatti, è caduto ma si è subito rialzato senza aver subito danni.

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