Il Papa: “Conoscere Gesù è un'avventura”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:20

Papa Francesco ha celebrato questa mattina la messa a Casa Santa Marta. Nell'omelia, il Pontefice ha parlato di Gesù partendo dalla figura di San Paolo.

L'esempio di San Paolo

La prima lettura di oggi, infatti, è tratta dalla lettera di Paolo agli Efesini. Francesco ha detto: “Quello che Paolo ha sentito, vuole che noi cristiani lo sentiamo. Alla domanda che noi possiamo fare a Paolo; 'Paolo, chi è Cristo per te?', lui dirà la propria esperienza, semplice; 'Mi amò e si è consegnato per me'. Ma lui è coinvolto con Cristo che ha pagato per lui. Questa esperienza, Paolo vuole che i cristiani – in questo caso i cristiani di Efeso – la abbiano, entrino in questa esperienza al punto che ognuno possa dire; 'Mi amò e si consegnò per me', ma dirlo con l’esperienza propria”.

Riconoscersi peccatori

Il Santo Padre ha paragonato il beneficio che si trae dal recitare il Credo con quello derivante dal riconoscersi come peccatori: “Il primo passo per la conoscenza di Cristo – ha detto Francesco – per entrare in questo mistero  è la conoscenza del proprio peccato, dei propri peccati”. Nel confessionale, ha detto il Papa, “noi diciamo i nostri peccati” ma “una cosa è dire i peccati”, cosa diversa è invece “riconoscersi una sporcizia”.

No ai cristiani a parole

Il Pontefice ha poi esortato il fedele a non essere 'pigro': “Non accontentarsi con il dire tre, quattro parole giuste su Gesù” dal momento che “conoscere Gesù è un’avventura, ma un’avventura sul serio, non un’avventura da ragazzino”. Una critica ai cristiani di facciata: “Cristiani di parole – ha detto Papa Francesco – ne abbiamo tanti; anche noi, tante volte lo siamo. Questa non è la santità; santità è essere cristiani che operano nella vita quello che Gesù ha insegnato e quello che Gesù ha seminato nel cuore”. Bisogna pregare e chiedere al Signore di conoscere se stessi e Lui. Così ha concluso il Papa: “Primo passo, conoscere se stessi: peccatori; peccatori. Senza questa conoscenza e anche senza questa confessione interiore, che sono un peccatore, non possiamo andare avanti. Secondo passo, la preghiera al Signore, che con la sua potenza ci faccia conoscere questo mistero di Gesù che è il fuoco che Lui ha portato sulla Terra. Sarà una bella abitudine se tutti i giorni, in qualche momento, potessimo dire: “Signore, che Ti conosca e mi conosca”. E così andare avanti”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.