Il Custode di Terra Santa al Meeting di Rimini: “Senza dialogo solo violenza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:02

“Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. E’ il tema della 38esima edizione del “Meeting per l’amicizia fra i popoli” che si è aperto ieri a Rimini e che vedrà, fino al 26 agosto, la presenza di 327 relatori in 118 incontri. Oltre al dibattito politico, sono presenti anche altre attività, quali 17 esposizioni artistiche, 14 spettacoli e 31 manifestazioni sportive. Previsto anche uno spazio dedicato ai più piccoli con giochi, canti, balli, animazione, laboratori, incontri e spettacoli a misura di bambino.

La testimonianza del Custode di Terra Santa

“Vi esorto a venire pellegrini in Terra Santa per condividere l’esperienza di vivere in quei luoghi e di riguadagnare il senso della nostra fede. Non abbiate paura di venire in Terra Santa, non fatevi spaventare troppo facilmente dalle notizie che vengono diffuse. La Terra Santa è una Terra affascinante dove i pellegrini possono venire tranquillamente”.

È l’appello lanciato dal palco del Meeting dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton nella ricorrenza degli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa che conta 260 frati minori sparsi in 50 santuari in tutto il Medio Oriente: una presenza viva che lavora quotidianamente per costruire ponti di pace e tolleranza in una terra martoriata da conflitti.

“Spero che ciascuno, venendo in pellegrinaggio, possa sentirsi provocato nelle scelte presenti e in quelle future dall’incontro con Gesù Cristo. Lavoriamo perché i nostri santuari non diventino dei musei ma luoghi di incontro e di dialogo”.

La Siria

“In Siria, seconda culla del Cristianesimo dopo Gerusalemme – ha detto Patton ricordando che la Siria è uno dei Paesi compresi nella Custodia di Terra Santa insieme a Israele, Palestina, Giordania, Libano, Cipro e Rodi – siamo presenti con vari conventi con 15 frati. In questi anni la comunità cristiana locale si è ridotta di molto a causa della guerra.

Ad Aleppo – ha affermato il Custode riportato dal Sir – prima della guerra vi erano circa 300mila cristiani oggi solo 30mila, moltissimi sono fuggiti all’estero e non torneranno più. Quello che come frati abbiamo cercato di fare in questi anni è stato sostenere materialmente e spiritualmente le comunità locali. Si intravede qualche segno di speranza con alcune famiglie, circa 60 giovani coppie, che tornano. Nonostante tante difficoltà non credo che il Medio Oriente resterà senza cristiani. Continuo a fidarmi di Dio che governa la storia. Ci sono Paesi in Medio Oriente dove la presenza cristiana sta ritornando. In Arabia Saudita, dove il cristianesimo era sparito, oggi vivono diversi milioni di cristiani, tutti migranti”.

Il dialogo

Il Custode ha poi ripercorso la storia della presenza francescana in Terra Santa evidenziandone “lo stile del dialogo insegnatoci dal nostro padre Francesco d’Assisi, che non esitò, mentre infuriava la V Crociata (1219) a viaggiare fino a Damietta, vicino Il Cairo, per incontrare il sultano d’Egitto Melek-al-Kamel, nipote di Saladino”.

Il dialogo non sempre è facile – avverte il Custode -. In questi secoli di storia il martirologio della Custodia di Terra Santa si è arricchito di circa 2000 frati morti per la fede e per la carità. Sono i rischi del dialogo che non cerchiamo per semplice buonismo ma perché è l’unico antidoto allo scontro di civiltà.

Se eliminiamo il dialogo cosa resta? Solo la logica della forza. Papa Francesco ci esorta a praticare in tutti i modi il dialogo. Anche se può sembrare una soluzione da ingenui, in realtà senza dialogo diventa impossibile vivere insieme. Non avere paura dell’altro. Le occasioni per dialogare ci sono – conclude – basta coglierle”.

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