San Raimondo di Peñafort è una delle figure più importanti della Chiesa medievale, soprattutto per il contributo decisivo allo sviluppo del diritto canonico.
Nato intorno al 1175 a Peñafort, nei pressi di Barcellona, e morto nel 1275, la sua lunga vita si colloca in un periodo di profonde trasformazioni politiche, culturali e religiose dell’Europa occidentale. Infatti il XIII secolo fu un’epoca di grande fermento. L’Europa medievale stava conoscendo una crescita demografica ed economica, la rinascita delle città e delle università, e un rafforzamento delle istituzioni ecclesiastiche.
In questo periodo la Chiesa cattolica svolgeva un ruolo centrale non solo religioso, ma anche giuridico e politico. Le università, come Bologna e Parigi, erano centri fondamentali per lo studio del diritto e della teologia. In particolare, il diritto canonico – l’insieme delle leggi della Chiesa – stava diventando sempre più complesso, rendendo necessaria una sistemazione chiara e ordinata delle norme.
Raimondo studiò diritto a Bologna, una delle università più prestigiose dell’epoca, dove divenne un esperto giurista. Tornato in Catalogna, entrò nell’Ordine dei Domenicani, fondato nel 1216 da Domenico di Guzman (1170-1221) e fortemente impegnato nella predicazione, nello studio e nella difesa della dottrina cristiana.
A Barcellona Raimondo viene nominato canonico della Cattedrale, ma nel 1222 aprendosi in città un convento di domenicani, decise di entrare nell’Ordine, vestendone l’abito all’età di circa quarantasette anni. L’anno successivo Raimondo, incoraggia Pietro Nolasco (1180-1256) a fondare l’Ordine dei Mercedari, dei religiosi che si impegnavano a riscattare i cristiani fatti schiavi dai musulmani, mentre la Spagna era nel pieno della fase storica conosciuta come “Reconquista”. Raimondo, si occupò della formazione dei confessori, scrivendo opere pratiche per aiutarli nel loro ministero.
Gregorio IX (1227-1241) notando la profondità della dottrina giuridica di Raimondo di Peñafort , gli affida un compito particolare: raccogliere e ordinare tutte le “decretali”, vale a dire gli atti emanati dai vari pontefici in maniera dogmatica e disciplinare e liturgica. Egli sosteneva che la legge deve essere onesta, giusta, possibile, conforme alla natura e alle consuetudini del Paese, adatta al tempo e al luogo.
Raimondo, una volta terminato il difficile lavoro, molto meticoloso, lo fece confluire nel “Liber extra”, che il pontefice promulgò nel 1234 e le disposizioni contenuta in questa particolare raccolta, rimasero in vigore per quasi sette secoli, fino alla pubblicazione del Codice di Diritto canonico del 1917, noto anche come Codice Piano-Benedettino, fu promulgato da Papa Benedetto XV (1914-1922). Nella Chiesa cattolica, il nuovo Codice, attualmente in vigore è stato promulgato il 25 gennaio 1983 da Giovanni Paolo II (1978-2005).
Nel 1234 il Papa offre a Raimondo di Peñafort, come ricompensa per il lavoro svolto, l’arcivescovado di Tarragona, sempre in Spagna, ma egli non accetta e resta nell’Ordine dei Domenicani. Morto Giordano di Sassonia ( 1190-1237) primo successore a guidare l’Ordine Domenicano, dopo il suo fondatore, i confratelli nel 1238 indicano come maestro generale dell’Ordine dei predicatori, Raimondo di Peñafort, subito si mise in cammino visitando i vari conventi domenicani.
Egli voleva annunciare Gesù Cristo anche ad ebrei e musulmani e per fare questo istituì una scuola di ebraico a Murcia, nella Penisola Iberica e una di lingua araba a Tunisi. Ma per portare avanti la discussione con persone istruite e colte di altre fedi, invitò il confratello Tommaso D’Aquino ( 1224-1274) a scrivere nel 1259 per questo scopo la famosa “Summa contra Gentiles”, un’opera filosofico-teologica che tratta il rapporto tra ragione e fede e mira a spiegare e difendere la fede cristiana usando soprattutto la ragione.
La figura di Raimondo di Peñafort ha be rappresentato lo spirito del XIII secolo: un’epoca in cui fede, ragione e diritto erano profondamente intrecciati, e in cui la Chiesa cercava di rispondere alle sfide di un mondo in rapido cambiamento attraverso lo studio, l’organizzazione e l’impegno intellettuale.
Morì a Barcellona, ultra centenario, nel 1275 e fu canonizzato da Clemente VIII (1592-1605) nel 1601, la sua festa ricade il 7 gennaio, ed è considerato il protettore di chi lavora nel mondo del diritto perché ha insegnato che la legge non è fine a se stessa, ma deve essere uno strumento al servizio della verità e del bene comune.
La tradizione popolare ci tramanda un celebre miracolo: si racconta infatti che trovandosi Raimondo di Peñafort a Maiorca con il re Giacomo d’Aragona (1230-1276) e volendo rientrare a Barcellona contro il volere del sovrano, Raimondo distese il suo mantello sulle acque del mare, ne sollevò un lembo come fosse una di vela e attraversò il mare in poche ore.

