Il 6 gennaio la Chiesa ucraina sarà indipendente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:41

Il 6 gennaio, giorno della vigilia del Natale ortodosso, la Chiesa ucraina otterrà l'indipendenza. E' il suo portavoce, il vescovo Yevstratiy (Zorya) di Chernihiv, a confermarlo, rivelando che la consegna del Tomos, ovvero il decreto che concede l'autocefalia, sarà consegnato dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo nel corso di una cerimonia che probabilmente avverrà ad Istanbul in occasione di una liturgia congiunta. Intanto, oggi, nella cattedrale di Santa Sofia di Kiev andrà in scena un incontro tra le comunità ortodosse ucraine per discutere della formazione della nuova struttura ecclesiastica e dell'elezione del primate. Sembra che a questo appuntamento sarà presente anche il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo.

I fatti

L'11 ottobre il Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli ha deciso di abolire il decreto risalente al XVII secolo che poneva il Metropolita di Kiev sotto l'autorità di Mosca ed ha, de facto, legittimato quelle chiese autoproclamate ortodosse in Ucraina che il Patriarcato moscovita considera, invece, scismatiche. Dal canto suo, il Sinodo della Chiesa di Mosca ha reagito rompendo la comunione con Costantinopoli. Kirill, all'indomani della decisione avallata da Bartolomeo sulla concessione dell'autocefalia a Kiev, aveva commentato sostenendo che “il Patriarcato di Costantinopoli si è identificato con gli scismatici, ha infranto tutte le regole canoniche, ha interferito con la nostra giurisdizione e ha perdonato gli scismatici”. Ciò – aveva concluso il Patriarca – significa che si è identificato con gli scismatici e che è diventato lui stesso scismatico”.

L'intervista di Hilarion

In una recente intervista concessa ad un organo serbo, il metropolita Hilarion, responsabile del Dipartimento per le relazioni esterne aveva detto che con il riconoscimento dell'autocefalia nella questione ucraina, “Bartolomeo I ha scelto la strada dell'autodistruzione per il Patriarcato ecumenico”. Al tempo stesso, egli aveva confermato che la Chiesa russa “sta pregando affinché il popolo di Dio in Ucraina, con l'aiuto del Signore stesso, possa resistere a questi tempi difficili e preservare l'unità spirituale“.

 

 

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