Gli indigeni Khasi, testimoni di Cristo con la vita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:02

Mi è stato detto che voi Khasi siete la prima tribù, tra le tante nel Nordest dell'India, che Dio ha scelto per condividere il dono della fede. Come gli israeliti, voi siete il popolo che è stato scelto in modo speciale, siete benedetti da Dio. Oggi possiamo certamente vedere come abbiate risposto con tutto il cuore alla chiamata del Signore, e con il vostro 'sì' vivete il dono della fede così intensamente. Seguendo il vostro esempio, molte altre tribù hanno abbracciato il cristianesimo. Siete tutti apostoli, e predicate non con le parole ma attraverso la vostra testimonianza di vita. Possa il Signore benedirvi cento volte”. Con queste parole il Cardine Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangon, in Myanmar e Presidente della Federazione delle Conferenze Episcoaplei dell'Asia, si è rivolto alla folla di 200mila fedeli delle popolazioni tribali, durante una Celebrazione eucaristica tenutasi nei giorni scorsi a Shillong, città nel Nordest dell'India. Il Cardinale era stato invitato in loco dall'Arcivescovo Dominic Jala, poco dopo morto tragicamente in un incidente automobilistico negli Stati Uniti. Il salesiano mons. Dominic Jala, arcivescovo di Shillong, Stato di Meghalaya, India, è perito in un incidente stradale avvenuto giovedì 10 ottobre nei pressi di Wilbur Springs, nella contea di Colusa, California, Stati Uniti. Nell’incidente ha perso la vita anche un sacerdote della diocesi di Oakland, don Mathew Vellankal, mentre un altro sacerdote della diocesi, don Joseph Parekkatt, è seriamente ferito ma ricoverato in condizioni stabili.

La visita

Nonostante la scomparsa dell'Arcivescovo, il Cardinale ha voluto tenere fede all'impegno, recandosi nella regione e visitando la comunità. Ha aggiunto il Cardinale, riportato da Fides: “Ho sentito tanto parlare della Chiesa del Nord Est in India. Sono stato ispirato dalle storie narrate dall'Arcivescovo Jala sulla profonda fede e sulla diffusione del Vangelo. Ho sentito parlare delle persone Khasi e del loro amore per il messaggio di Cristo. La vostra è una Chiesa vibrante, mi trasmette molta commozione ed energia spirituale”. Il Card. Bo ha poi rivolto un pensiero “all'amato Arcivescovo”, ricordando come “l'Eucaristia era per lui la fonte e il culmine della vita spirituale” ed invitando i fedeli a seguire il suo esempio, “sperimentando il Dio vivente, amorevole e liberatore”. “L'Eucaristia è il centro della nostra vita e ci rende evangelizzatori e missionari della Buona Novella. La Chiesa in India nord-orientale è una Chiesa evangelizzatrice e missionaria. Ha inviato missionari in varie parti del mondo”, ha detto. “Con l'Eucarestia – ha proseguito – Cristo rifiuta le divisioni create dall'uomo e unisce l'umanità di vari contesti sociali ed economici, il re e il povero, il forte e il debole, il sano e il malato: tutti vengono insieme all'altare eucaristico, tutti sono figli di Dio. Alla presenza di Dio, tutti sono uguali”. Ponendo al centro della vita comunitaria l'Eucarestia, “la Chiesa genera speranza e diventa vera comunità di fede. L'Eucaristia ci conduce a quel sogno narrato nell'Apocalisse: il sogno di nuovi cieli e nuova terra”, ha concluso, invitando a rispondere con fede e con il Vangelo alle sfide della povertà e dell'ingiustizia, che attraversano anche la regione del'India nordorientale. 

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