L’addio a Francesco: il filo che lega il Giubileo della Misericordia e l’Anno Santo in corso

L'eredità di Jorge Mario Bergoglio: dovunque c’è una persona, là la Chiesa è chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo e portare la misericordia e il perdono di Dio

Giubileo
credito: CARLO LANNUTTI

Dal Giubileo straordinario della Misericordia del 2016 all’Anno Santo in svolgimento. La data di inizio del Giubileo della misericordia per la Chiesa Universale è stata volutamente quella del 50° anniversario del Concilio. Il mandato è quello di riprendere con la stessa forza ed entusiasmo la spinta missionaria del Vaticano II, prima di produrre documenti, è stato un incontro, un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini di oggi. Ai quali il Papa si è rivolto nella messa a piazza San Pietro che ha preceduto l’apertura della Porta Santa. “Lasciamoci avvolgere dalla misericordia di Dio. Confidiamo nella sua pazienza che sempre ci dà tempo- esortava Jorge Mario Bergoglio-. Sentiremo la sua tenerezza, tanto bella. Sentiremo il suo abbraccio e saremo anche noi più capaci di misericordia, di pazienza, di perdono, di amore”. A Roma e in tutte le diocesi della terra, varcare la Porta Santa ha anche il significato di ricordare un’altra porta che i Padri del Concilio Vaticano II spalancarono verso il mondo. Infatti questa scadenza non può essere ricordata solo per la ricchezza dei documenti prodotti, che permettono di verificare il grande progresso compiuto nella fede.

Giubileo
A sinistra: la mascotte del giubileo, Luce. Foto Sara Minelli. A destra: Foto di Maik da Pixabay

Dal Concilio al Giubileo

Insegnava papa Francesco, scomparso il lunedì dell’Angelo (e Natale di Roma): “La rivoluzione della tenerezza è ciò che oggi dobbiamo coltivare come frutto di questo anno della misericordia: la tenerezza di Dio verso ciascuno di noi. Ognuno di noi deve dire: ‘sono uno sventurato, ma Dio mi ama così; allora anche io devo amare gli altri nello stesso modo'”. Al Concilio Vaticano II era la forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l’avevano rinchiusa in sé stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo là dove vive. Nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro. Dovunque c’è una persona, là la Chiesa è chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo e portare la misericordia e il perdono di Dio. Per Francesco, una spinta missionaria che dopo decenni viene ripresa dalla Chiesa con la stessa forza e lo stesso entusiasmo.

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