Giovanni Paolo II in pellicola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:54

Karol Wojtyla aveva un'innata sensibilità di artista e, con il suo talento di commediografo, riusciva a presentare  Dio attraverso l'arte. Ora la città eterna rende omaggio al talento del suo indimenticato vescovo. “Un festival di cortometraggi e videoclip, accompagnato da un premio intitolato a San Giovanni Paolo II: va in scena sabato 5 ottobre 2019 al Teatro Nino Manfredi di Ostia, promosso da Stars for Peace in the World, Associazione di formazione per la cultura della pace – riferisce L’Ansa-. Si intitola “Festival Internazionale di Solidarietà Premio Giovanni Paolo II The Diamond of the Heart”, e vede protagonisti giovani e giovanissimi che si affacciano al mondo del cinema con uno sguardo rivolto al mondo del sociale”.

L'ispirazione di un santo

Già nel 2012 Karol Wojtyla, commediografo in gioventù, era diventato modello di spiritualità nell'arte per “La fede a teatro“, la rassegna organizzata nell’ambito dell'Anno della Fede all'Auditorium Conciliazione di Roma. Per l’occasione fu portata in scena l'opera “Il Papa e il Poeta”, ispirata appunto al Pontefice e artista Giovanni Paolo II. Una delle più grandi passioni del papa polacco, che l’hanno accompagnato fin dagli studi universitari, è stata, infatti, la poesia. Proprio in questa visione lo spettacolo affrontò gli scritti del Papa come ponte tra il pontificato e la figura riservata di Wojtyla. Proprio alla poesia, il futuro pontefice, si affidò per approfondire i temi importanti che poi ha portato avanti nel corso del suo lungo pontificato. Il recital è un vero e proprio percorso teatrale nella poesia del giovane Karol Wojtyla. “Un percorsov- spiegarono gli organizzatori- che tiene per mano lo spettatore a una scoperta: fin dall’inizio la letteratura è stata per il futuro Pontefice una palestra per approfondire tematiche come la vita, l’amore, la persona, la morte e il destino eterno post mortem che poi avrebbe sviluppato nel suo magistero pontificio”. Uno spettacolo multimediale, che vide oltre alla recitazione, anche l’alternarsi di foto e immagini per garantire all’ascoltatore una visione a tutto campo dell’evento. “Da questo spettacolo si nota chiaramente come la poesia per Giovanni Paolo II non sia mai stato un hobby – spiegò l'autore Mimmo Muolo – Le opere poetiche di Wojtyla, scritte prima dell’elezione a Pontefice, dimostrano la straordinarietà e l’intuizione di quei temi che hanno rappresentato i punti fondanti del suo magistero: la persona umana, la morte, la sofferenza e l’amore. Lo spettacolo indaga questi quattro ambiti attraverso il linguaggio del teatro, anche con personaggi che hanno avuto modo di incontrare personalmente Karol Wojtyla”. Musica, danza, immagini e scene recitate, dialoghi e monologhi, proposero con grande efficacia i versi poetici di Karol Wojtyla, scritti a partire dalla giovinezza e che anticiparono i punti fondanti del suo magistero di Papa: la persona umana, la morte, la sofferenza e l’amore.

Il legame con la città eterna

Fin dal momento della sua elezione al Soglio di Pietro, Giovanni Paolo II si presentò e si considerò soprattutto il vescovo di Roma. Per questo in ventisette anni di pontificato ha visitato 317 delle 333 parrocchie della città eterna. Un’attività apostolica instancabile da globetrotter alla quale affianco i suoi viaggi in Italia e nel mondo. Un pellegrinaggio dettagliatissimo che volle iniziare da San Francesco Saverio nel popolare quartiere Garbatella, la chiesa che nel dopoguerra frequentava da studente di teologia inviato a Roma dall’arcivescovo di Cracovia, Adam Sapieha, per completare il percorso di formazione. La mappa romana del primo pontefice non italiano da cinque secoli includeva gli incontri in Vaticano con le comunità parrocchiali, le visite alle chiese di borgata, le celebrazioni nelle basiliche pontificie come la processione del Corpus Domini da lui ripristinata a San Giovanni in Laterano e i fuori programma di relax come la colazione o il gelato in qualche bar accanto alla parrocchia. Alla serata del 5 ottobre saranno presenti personaggi del mondo dello spettacolo, amici del Papa polacco: dal regista Pupi Avati al fotografo vaticano Biagio Tamarazzo, dalla cantante jazz Cinzia Tedesco che interpreterà un brano inedito in memoria di Giovanni Paolo II al cantante Indaco. Ed ancora, saranno presenti: la cantante Francesca Bellenis, l'attore Walter Nestola, il sassofonista Eric Daniel, il batterista Tony Cergua,il giornalista Enzo Fasoli, i registi Roberto Goracci e Alessio Ortica. Sarà premiato Daniele Venturi, presidente dell'Associazione “Papaboys”. L'evento sarà presentato da Mirella Sessa, conduttrice Rai.

Il carisma da parroco del mondo

“Le visite a Roma sono state una componente essenziale della sua attività pastorale, segno chiaro dell’affetto e della premura con cui ha guidato la diocesi della quale e stato vescovo – spiega Angelo Zema, direttore di RomaSette, il giornale del Vicariato –. Un magistero itinerante che si integro con le missioni apostoliche in giro per il mondo e che lo porto in tutti i quartieri romani: dal 3 dicembre 1978, data del primo incontro con una comunità alla Garbatella, fino all’ultima visita, alla parrocchia di Sant’Enrico, il 17 febbraio 2002. Attraverso le visite si e impegnato con determinazione per dare alla Chiesa e alla città di Roma la coscienza del loro ruolo nel mondo”. Un pastore e non un sovrano, quindi. Un vescovo e non un Papa-re, come lasciava già presagire l’esordio sul Soglio petrino. Giovanni Paolo II volle parlare subito alla folla in piazza san Pietro. Si presentò come “vescovo di Roma”, come pastore, non come Papa, non come capo di uno Stato, non come monarca. Con lo spirito del presule in pellegrinaggio, Giovanni Paolo II non trascurò nessuna porzione del territorio a lui assegnato. In uno di questi mini-viaggi un bambino sfuggì al cordone di vigilanza dei gendarmi vaticani e arrivo dal Papa che gli domando il nome e se fosse in parrocchia da solo. “Santo Padre, sa come sono le donne: mia madre si stava ancora preparando e sono venuto qui a portare un regalo”. Aprì la mano e c’era una caramella. Karol Wojtyla la prese e la avvicinò al cuore dicendo: “Non me la merito”.Quella frase la ripeterà poi centinaia di volte in occasioni pubbliche e persino in discorsi ufficiali davanti a delegazioni di vescovi.

Una chiesa per il Pontefice polacco

L’ex studente polacco ha cercato e amato Roma. La città eterna ha ricambiato il suo calore e non si e mai dimenticata di lui. E così entro il 2021 Roma avrà una chiesa dedicata a san Giovanni Paolo II nella zona degli ex Mercati Generali, proprio nella sua amata Garbatella: sarà a tre navate e avrà anche una casa canonica. Non sarà una vera e propria parrocchia, bensì un luogo di culto destinato prevalentemente ai giovani studenti dell’università Roma Tre. Adesso l’amore che unì per tutta la vità la culla della cattolicità e Karol Wojtyla diventa un premio per cortometraggi e un festival L'Associazione “Stars for Peace in the World2, composta da professionisti del settore del cinema e della moda, si occupa di realizzare progetti nella lotta ad alcune patologie come diabete, neoplasie, Alzheimer, Parkinson e contro la vivisezione degli animali. Su quest'ultimo aspetto è stato realizzato un cortometraggio, “Il Mistero di Kyria” in collaborazione con il Liceo scientifico Morgagni di Roma. Il corto è stato girato con il contributo di alunni, professori e un cast di attori professionisti: Claudio Bondatti, Giuseppe Panebianco, Ivan Gray, Annagiulia Romani, per la regia di Claudio Lucarelli e la sceneggiatura di Maria Berardi (Produzione Interactive Systems Production Film.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.