Gibuti, missionarie della Consolata per l’inclusione degli studenti con disabilità

Le missionarie della Consolata accanto ai bambini disabili per “promuovere la dignità e lo sviluppo integrale della persona”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
Gibuti

Nel Gibuti, alla diocesi di Ali Sabieh, è in funzione uno spazio educativo. Per la cura. L’educazione. E la riabilitazione dei minori disabili. O con bisogni speciali. In situazioni come l’epilessia. La sindrome di Down. La paralisi cerebrale. E l’autismo. Un’opera ancora più preziosa in una nazione povera e attraversata da gravi tensioni.Fame

Solidarietà nel Gibuti

Si chiama “Una scuola per tutti”. E’ il progetto attivo nel Gibuti. Dedicato all’inclusione. E all’inserimento scolastico di bambini e ragazzi portatori di handicap. A descriverlo all’agenzia vaticana Fides è suor Dalmazia Colombo, missionaria della Consolata. “Bambini con handicap sono stati ammessi alla scuola primaria e alle medie- spiega la religiosa-. Questa è una grande gioia per noi. Prima i bambini disabili erano tenuti nascosti nelle capanne. Ora sono liberi e più sicuri di sé. Perché possono imparare a scrivere e leggere. Come gli altri bambini. Le loro famiglie hanno compreso il significato di questa scuola. E ora anche il governo vuole creare nuove strutture per questo scopo”.Gibuti

Presenza

Le religiose della Consolata sono presenti in Gibuti da dodici anni. Collaborano anche con la diocesi. Per offrire una formazione a quanti, per diversi motivi, non hanno potuto accedere alla scuola pubblica. Nel Gibuti molti ragazzi disabili non riescono a frequentare le scuole. Solo tra il 5 e il 10% si iscrive a corsi regolari. Non più del 5% dei disabili adulti è in grado di leggere e scrivere correttamente.

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