Francesco il 'rivoluzionario': “Accogliete e vivete in democrazia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:32

Nell'udienza generale svoltasi questa mattina in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha meditato sui frutti del viaggio apostolico conclusosi ieri, che lo ha portato in Mozambico, Madagascar e Repubblica di Maurizio. Un cammino, una visita al popolo di Dio, che lo “ha accolto con tanto affetto e tanta premura”. 

Pellegrino di pace

Il Pontefice ha detto di aver compiuto tale itinerario “come pellegrino di pace e di speranza“, sottolineando la gratitudine per il dono della fede espresso dal popolo: “In Mozambico sono andato a spargere semi di speranza, pace e riconciliazione in una terra che ha sofferto tanto nel recente passato a causa di un lungo conflitto armato, e che nella scorsa primavera è stata colpita da due cicloni che hanno causato danni molto gravi. La Chiesa continua ad accompagnare il processo di pace, che ha fatto un passo avanti anche il 1° agosto scorso con un nuovo accordo tra le parti”. Un cammino, quello per la pace, che non esclude l'impegno delle parti coinvolte: ” Ho incoraggiato – ha continuato il Papa – le Autorità del Paese, esortandole a lavorare insieme per il bene comune. E ho incoraggiato i giovani, che si sono radunati dalle diverse appartenenze religiose, perché
costruiscano il Paese, superando la rassegnazione e l’ansietà, diffondendo l’amicizia sociale e facendo
tesoro delle tradizioni degli anziani”.

La via di Nazareth

Come sempre accade nei viaggi apostolici, il Pontefice ha incontrato i numerosi religiosi accorsi ad incontrarlo. A costoro, il Papa ha proposto la via di Nazareth, “la via del 'sì' generoso a Dio, nella memoria grata della sua chiamata e delle proprie origini”. Accettare Dio nella propria vita significa – parafrasando Papa Francesco – sporcarsi le mani: il Pontefice ha avuto modo di toccarlo con mano attraverso l'Ospedale di Zimpeto dedicandosi ai malati, traccia visibile dell'amore di Cristo: “In quest’ospedale ho visto che la cosa più importante sono gli ammalati, e tutti lavorano per gli ammalati. Inoltre, non tutti hanno la stessa appartenenza religiosa. Il direttore di quell’ospedale è una donna, ricercatrice, una brava donna, ricercatrice sull'AIDS. È musulmana, ma è la direttrice e questo ospedale è un ospedale fatto dalla Comunità di Sant’Egidio. Ma tutti, tutti insieme per il popolo, uniti, come fratelli“. Ha, poi, aggiunto: “La mia visita in Mozambico è culminata nella Messa, celebrata nello Stadio sotto la pioggia, ma tutti eravamo felici. I canti, le danze religiose… tanta felicità. Non importava la pioggia. E lì è risuonato l'appello del Signore Gesù: 'Amate i vostri nemici' (Lc 6,27), il seme della vera rivoluzione, quella dell’amore, che spegne la violenza e genera fraternità.

Pensiero sociale

Fra la gente malgascia, Papa Francesco ha ripercorso le tante “povertà” del popolo. Prima di tutto l'emarginazione che genera povertà sociale e morale “Come segno profetico in questa direzione, ho visitato la 'Città dell’amicizia' – Akamasoa, fondata da un missionario, padre Pedro Opeka: là si cerca di unire lavoro, dignità, cura dei più poveri, istruzione per i bambini. Tutto animato dal Vangelo”. Grande attenzione è stata data anche ai lavoratori: “Ad Akamasoa, presso la cava di granito, ho elevato a Dio la Preghiera per i lavoratori”. 

Amicizia ed evangelizzazione

Nella Repubblica di Maurizio, Papa Francesco è rimasto colpito dall'amicizia tra i popoli di confessioni religiose differenti. Un mazzo di fiori è poca cosa, ma in quell'omaggio inviato dal Grande Imam al Papa in segno di fratellanza, Francesco ha ravvisato il rispetto per l'altro. Quest'atteggiamento ha una natura profondamente evangelica: “Il Vangelo delle Beatitudini – ha detto -, carta d’identità dei discepoli di Cristo, in quel contesto è antidoto contro la tentazione di un benessere egoistico e discriminatorio. Il Vangelo e le Beatitudini sono l'antidoto per questo benessere egoistico e discriminatorio, e anche è il lievito di vera felicità, impregnata di misericordia, di giustizia e di pace”. La missione evangelizzatrice in terra mauriziana risente di quest'approccio e lo stesso Papa si è detto impressionato: “Sono stato colpito dal lavoro che i Vescovi fanno per l'evangelizzazione dei poveri. In seguito, nell’incontro con le Autorità di Mauritius, ho manifestato l'apprezzamento per l'impegno di armonizzare le differenze in un progetto comune, e ho incoraggiato a portare avanti anche nell'oggi la capacità di accoglienza, come pure lo sforzo di mantenere e sviluppare la vita
democratica
“.

Infine, il Papa ha ricordato la “prassi” di condividere i semi dei suoi viaggi apostolici con la Vergine Maria, nell'icona della Salus Populi Romani: “Con la Madonna vado sicuro” ha detto.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.