Francesco: “Il commento al Vangelo non s'improvvisa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:45

Sarà dedicata alla Parola di Dio la terza Domenica del Tempo Ordinario. Lo ha voluto Papa Francesco che ha manifestato questa scelta con la Lettera Apostolica “Aperuit illis”: un versetto tratto dal Vangelo di Luca (Lc 24,45), che fa riferimento all'azione dello Spirito Santo sui discepoli nella comprensione delle Sacre Scritture. 

La Domenica della Parola di Dio

“È diventata ormai una prassi comune vivere dei momenti in cui la comunità cristiana si concentra sul grande valore che la Parola di Dio occupa nella sua esistenza quotidiana” scrive il Pontefice nella Lettera Apostolica. Da ciò l'esigenza di dedicare maggiore attenzione alla Parola infusa dallo Spirito Santo nel testo sacro. Riporta il documento: “Le comunità troveranno il modo per vivere questa Domenica come un giorno solenne. Sarà importante, comunque, che nella celebrazione eucarisitca si possa intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all'assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede”. Per questo, “I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato […] per richiamare l'importanza della proclamazione della Parola di Dio”. Papa Francesco cita, a riferimento, diversi brani dell'Antico Testamento, laddove si susseguono i Profeti come Neemia, i ponti della Parola di Dio al Suo popolo. Oggi il Pontefice richiama lo stesso impegno profetico: “Non si può improvvisare il commento alle letture sacre. A noi predicatori è richiesto, piuttosto, l'impegno a non dilungarci oltre misura con omelie saccenti o argomenti estranei” ammonisce.

I documenti di riferimento

Come sottolinea il Papa, sono due i documenti che fungono da apripista per la Lettera Apostolica: la Costituzione Conciliare Dei Verbum e i documenti frutto dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi sul tema La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, convocato da papa Benedetto XVI nel 2008. Nella Costituzione frutto del Concilio Vaticano II, la Sacra Scrittura è analizzata nella sua dimensione spirituale e, dunque, salvifica. Papa Francesco definisce “imprescindibile” l'insegnamento del Papa emerito che ne ha, in seguito, incrementato l'insegnamento. Al centro della riflessione del Papa il fatto che, essendo il fine ultimo della Sacra Scrittura la salvezza degli uomini, la meditazione deve essere fatta con parole umane, che si lascino abbracciare dalla potenza creatrice dello Spirito Santo.

Attualità della Parola

Nella Lettera viene, altresì, sottolineato come i destinatari della Parola di Dio non sono un'élite o una cerchia ristretta, ma tutto il popolo di Dio e questo rappresenta il suo ruolo attuale: “Chi si nutre ogni giorno della Parola di Dio si fa, come Gesù, contemporaneo delle persone che incontra; non è tentato di cadere in nostalgie sterili per il passato, né in utopie disincarnate verso il futuro” scrive papa Francesco, sottolineando come sia il popolo di Dio il destinatario della Sua Parola, allo stesso modo in cui fu Israele in cammino verso la terra promessa. 

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