I doni alla Chiesa e al mondo di Papa Paolo VI

Il 29 maggio si ricorda San Paolo VI (1897-1978), pontefice dal 1963 al 1978. Papa Montini ha tanto dato alla Chiesa nel corso del suo lungo pontificato

Papa Paolo VI. Immagine: Vatican News

Interris.it presenta un excursus della vita e delle opere di Papa Pio VI (di cui il 29 maggio ricorre la memoria liturgica) dall’infanzia al soglio pontificio, attraverso i suoi studi, i viaggi (fu il primo Pontefice a recarsi in pellegrinaggio prendendo un aereo) fino alle encicliche, tutt’ora attuali, nate in risposta alla rivoluzione del ’68.

Il 29 maggio si ricorda San Paolo VI, Papa Montini

Il 29 maggio si ricorda San Paolo VI (1897-1978), pontefice dal 1963 al 1978. Non è facile e semplice ricordare la figura di questo papa, salito al soglio di Pietro il 21 giugno del 1963, che tanto ha dato alla Chiesa nel corso del suo lungo pontificato. Giovanni Battista Montini era nato a Concesio, un piccolo paese in provincia di Brescia il 26 settembre del 1897, da una famiglia cattolica, il padre era stato il fondatore del giornale “ Il cittadino”, di ispirazione cattolica.

La vita giovanile di Montini

Il giovane Montini studiò nel collegio dei gesuiti “Cesare Arici” di Brescia e dopo aver seguito i corsi di teologia, fu ordinato sacerdote il 29 maggio del 1920 nella cattedrale di Brescia dal vescovo Giacinto Gaggia (1847-1933). In precedenza era entrato nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana che raccoglieva gli studenti cattolici. Nel 1923, a soli ventisei anni è Segretario della Nunziatura apostolica di Varsavia; nel 1926 è “minutante” della Segreteria di Stato, e nel 1937 sotto Pio XI (1929-1939) diventa Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Ordinari e nel 1952 sarà Pio XII (1939-1958) a volerlo come Pro Segretario di Stato.

Da vescovo a Papa

Il 1° novembre del 1954 diviene arcivescovo di Milano e Giovanni XXIII lo nominerà cardinale il 15 dicembre del 1958. Possiamo senza dubbio affermare che Paolo VI ha vissuto un pontificato particolare sin dall’inizio, è toccato infatti, proprio a lui, portare a termine l’8 dicembre del 1965, il Concilio Ecumenico Vaticano II, aperto l’11 ottobre del 1962 dal suo predecessore Giovanni XXIII. “ …Riprenderemo, come già annunciammo, la celebrazione del Concilio Ecumenico; e chiediamo a Dio che questo grande avvenimento confermi nella Chiesa, la fede e ne rinfranchi le energie morali e ne ringiovanisca e ne adatti ai bisogni dei tempi le forme, e così la presenti ai fratelli cristiani, separati dalla sua perfetta unità, da rendere loro attraente, facile e gaudiosa la sincera ricomposizione, nella verità e nella carità, al corpo mistico dell’unica Chiesa cattolica…”.

Il pontificato di Paolo VI

Paolo VI s’è trovato a vivere durante il suo pontificato, fatti e avvenimenti che in parte hanno inciso sui cambiamenti e sulle trasformazioni della società stessa. Come dimenticare tutte le “novità“ nate nel 1968, con le varie contestazioni dei movimenti giovanili che hanno aperto la strada a mutamenti attraversando e coinvolgendo i vari settori del vivere quotidiano, e questi cambiamenti hanno riguardato anche la Chiesa.
Successivamente, ha assistito con vero e sincero dolore ai fatti di violenza e di terrorismo che hanno attraversato da nord a sud il nostro Paese. Ma, Paolo VI il 4 gennaio 1964, fu il primo papa a salire su un aereo per andare in pellegrinaggio in Terra Santa per celebrare l’eucarestia a Gerusalemme, Nazareth e Betlemme e proprio in quei giorni avverrà un incontro storico con il patriarca di Costantinopoli Atenagora (1886-1972) e lo stesso papa, ricambierà la visita recandosi, il 6 gennaio, alla residenza del patriarcato ortodosso di Gerusalemme: “… con la volontà di lavorare al fine di superare le divisioni e abbattere le barriere: la volontà d’impegnarsi risolutamente nella vita che conduce alla riconciliazione…”.

Dall’Onu a Fatima al Giubileo

Il 4 ottobre del 1965 il papa viene invitato a parlare alle Nazioni Unite, dove tenne un applauditissimo discorso. Altra visita storica sarà quella a Fatima del 1967, cinquant’anni dopo le apparizioni del 1917 ai tre pastorelli da parte della Vergine Maria. In quell’occasione Paolo VI avrà l’opportuna di conoscere Suor Lucia. Il 24 dicembre del 1974 con l’apertura della Porta Santa della basilica Vaticana, aprirà il Giubileo del 1975 che dedicherà al “Rinnovamento e alla Riconciliazione”.

Il testamento spirituale: “Popolorum progressio”

Di Paolo VI, si ricordano le encicliche che hanno affrontato temi e argomenti di carattere mondiale, per tutti e ciascuno valga quanto affermato e scritto nella “Popolorum progressio” del 26 marzo 1967. A distanza di molti anni, quel testo sembra ancora attuale, come testimonia la sua introduzione: “ …Lo sviluppo dei popoli, in modo particolare di quelli che lottano per liberarsi dal giogo della fame, della miseria, delle malattie endemiche dell’ignoranza; che cercano una partecipazione più larga ai frutti della civiltà, una più attiva valorizzazione delle loro qualità umane; che si muovono con decisione verso la meta di un loro pieno rigoglio, è oggetto di attenta osservazione da parte della Chiesa…”. Sono parole di ieri…ma sembrano vere anche oggi.

Le encicliche “Humane vitae” e “Marialis Cultus”

Altra enciclica importante fu quella del 25 luglio 1968 “Humane vitae”, dove viene affrontato il delicato problema della regolazione della natalità ed è volta a specificare la dottrina sul matrimonio così come definita dal Concilio Vaticano II. Nella “Marialis Cultus” del 2 febbraio 1974 Paolo VI invita tutta l’umanità a scoprire, potremmo dire a riscoprire la devozione verso la Vergine Maria. Infine, non poteva mancare un richiamo a tutta la Chiesa affinché con l’esortazione apostolica “Evangelii nuntiandi” dell’8 dicembre 1975, dove si ribadisce che: “non c’è vera evangelizzazione se il nome, l’insegnamento, la vita e le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, non siano proclamati”. Giovanni Battista Montini venne beatificato da Papa Francesco il 19 ottobre 2014 e lo stesso pontefice lo proclamerà santo il 14 ottobre 2018, stabilendone la festa il 29 maggio, giorno della sua ordinazione sacerdotale.